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Difensore d'ufficio immediatamente reperibile

Definizione

Avvocato designato dal giudice all'inizio dell'udienza per sostituire il difensore titolare assente e garantire lo svolgimento del processo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Legittimo impedimento del difensore: no a ipotesi di viaggio
Un imputato subisce una condanna penale dopo che il Tribunale ha respinto la richiesta di rinvio del suo legale di fiducia. Il difensore aveva documentato un impegno coincidente in un'altra sede giudiziaria distante oltre cento chilometri. I giudici di merito hanno negato il rinvio supponendo che l'avvocato potesse compiere un tragitto autostradale rapido per presenziare a entrambi i processi. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'imputato e afferma che il legittimo impedimento del difensore opera pienamente quando il professionista comunica tempestivamente l'impossibilità di farsi sostituire. I giudici non possono basarsi su congetture stradali o temporali per forzare la trattazione del giudizio. La Suprema Corte annulla la condanna e ordina la celebrazione di un nuovo processo.
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Termine a comparire violato: la nullità si sana in udienza
Il Tribunale di sorveglianza revocava la misura dell'affidamento in prova terapeutico a carico della condannata a causa della sottoposizione a una nuova misura cautelare. La difesa ricorreva per Cassazione sostenendo la nullità assoluta dell'udienza camerale per mancato rispetto del termine a comparire di dieci giorni liberi, notificato tardivamente sia alla donna che al difensore di fiducia. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'inosservanza del termine a comparire configura una nullità a regime intermedio e non assoluta. Di conseguenza, la presenza del difensore d'ufficio nominato sul momento, il quale non ha eccepito tempestivamente il vizio in udienza, ha comportato la definitiva sanatoria dell'irregolarità notificatoria, rendendo pienamente valida l'ordinanza di revoca emessa.
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Fatture per operazioni inesistenti: respinto il ricorso
L'amministratore di una società ha impugnato la condanna penale per reati tributari legati all'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. La difesa ha contestato un vizio di notifica del rinvio dell'udienza e l'assenza di prova sul dolo, sostenendo l'estraneità dell'imputato rispetto alle registrazioni contabili. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che la nomina di un sostituto processuale in udienza rende superfluo ogni ulteriore avviso di rinvio. Sul piano fiscale, la consapevolezza della frode emerge dal fatto che la ditta emittente era una 'cartiera' priva di struttura aziendale, circostanza ben nota all'amministratore.
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