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Dies A Quo

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Provvedimenti

Responsabilità civile magistrati: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcune società che chiedevano un risarcimento per la presunta responsabilità civile dei magistrati nella gestione di un sequestro. La Corte ha confermato la decadenza dell'azione, non entrando nel merito ma sanzionando i gravi vizi formali e procedurali del ricorso presentato.
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Ingiunzione fiscale: prova e giudicato penale
Un imprenditore agricolo contesta un'ingiunzione fiscale per il recupero di fondi UE percepiti indebitamente. La Cassazione, rigettando il ricorso, chiarisce che nell'opposizione a un'ingiunzione fiscale, l'onere della prova grava sull'ente pubblico, il quale può legittimamente basare la propria pretesa sulle risultanze di una sentenza penale di condanna passata in giudicato. La Corte ha inoltre respinto le eccezioni di prescrizione e l'introduzione di nuove questioni in appello.
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Qualificazione giuridica: il potere correttivo del giudice
La Corte di Cassazione ha confermato che il giudice ha il potere-dovere di effettuare la corretta qualificazione giuridica della domanda. In un caso di appalto, anche se un condominio aveva richiesto un risarcimento per vizi gravi (ex art. 1669 c.c.), il giudice ha legittimamente riqualificato la domanda applicando la norma per vizi generici (ex art. 1667 c.c.), senza incorrere nel vizio di ultrapetizione. La decisione si basa sulla prevalenza dei fatti allegati e del bene richiesto rispetto all'inquadramento normativo proposto dalla parte.
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Vizi occulti appalto: quando inizia la prescrizione?
In un caso di vizi occulti in un appalto, la Corte di Cassazione ha chiarito che il termine di prescrizione biennale non decorre dalla consegna dell'opera, ma dal momento in cui il committente acquisisce piena conoscenza della natura e delle cause del difetto, spesso coincidente con il deposito di una perizia tecnica. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva dichiarato l'azione prescritta, ritenendo erroneo far decorrere il termine dalla semplice manifestazione del problema senza considerare la necessità di accertarne l'origine.
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Impugnazione parte civile: sì all’appello su reato prescritto
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno stabilito che l'impugnazione della parte civile contro una sentenza che dichiara l'estinzione del reato per prescrizione è ammissibile. La Corte ha chiarito che la parte civile ha un interesse concreto e attuale a contestare un'erronea declaratoria di prescrizione per ottenere, nel processo penale, una pronuncia sulla responsabilità dell'imputato ai soli fini delle statuizioni civili, senza dover iniziare un nuovo e separato giudizio civile.
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Denuncia vizi immobile: i termini per non perdere i diritti
Un acquirente cita in giudizio il venditore per gravi difetti (infiltrazioni) scoperti dopo l'acquisto di un immobile. Il Tribunale respinge la domanda perché la denuncia vizi immobile è stata inviata oltre il termine di 8 giorni dalla scoperta, come previsto dalla legge. La sentenza sottolinea che l'onere di provare la tempestività della comunicazione ricade sull'acquirente e una raccomandata non consegnata non ha valore. Di conseguenza, l'acquirente perde il diritto a qualsiasi risarcimento o riduzione del prezzo a causa della decadenza.
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Prescrizione cartella di pagamento: da quando decorre?
In un caso riguardante crediti previdenziali, la Corte di Cassazione affronta una questione cruciale sulla prescrizione della cartella di pagamento. Un ente riscossore ha sostenuto che il termine di prescrizione non decorre dalla notifica della cartella, ma dalla scadenza dei 60 giorni concessi al debitore per il pagamento. Riconoscendo la complessità e l'importanza della questione per l'uniformità del diritto, la Corte non ha emesso una decisione finale, ma ha rinviato il caso a un'altra sezione per una trattazione approfondita in pubblica udienza, al fine di stabilire con certezza il 'dies a quo' della prescrizione.
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Fondo di Garanzia INPS: quando non paga le retribuzioni
Con la sentenza n. 34462/2019, la Cassazione Civile, Sez. Lavoro, ha stabilito che il Fondo di Garanzia INPS non è tenuto a corrispondere le ultime retribuzioni se il rapporto di lavoro del dipendente prosegue con la procedura di amministrazione straordinaria del datore di lavoro. La Corte ha chiarito che la funzione del Fondo è di natura previdenziale, per sostenere il reddito perso a causa della cessazione del rapporto, e non per recuperare crediti quando l'attività lavorativa continua. Il ricorso dell'INPS è stato quindi accolto, cassando la precedente decisione di merito.
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Responsabilità della banca per diamanti: la sentenza
La Corte d'Appello ha ritenuto un istituto di credito responsabile per i danni subiti da un cliente a seguito dell'acquisto di diamanti da investimento, proposti dalla banca stessa ma venduti da una società terza. La sentenza ha stabilito la piena responsabilità della banca in virtù del 'contatto sociale qualificato', riformando la decisione di primo grado sulla prescrizione. La Corte ha chiarito che il termine per richiedere il risarcimento decorre non dall'acquisto, ma dal momento in cui il cliente ha avuto concreta conoscenza del danno, coincidente con il fallimento della società venditrice. Di conseguenza, la banca è stata condannata al risarcimento integrale del danno, comprensivo anche degli acquisti più datati.
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Responsabilità della banca: vendita diamanti e doveri
La Corte d'Appello di Torino ha riformato una sentenza di primo grado, affermando la responsabilità della banca per la vendita di diamanti a un prezzo gonfiato. Anche se la banca agiva solo come "segnalatore" e non era parte del contratto di compravendita, la sua condotta ha generato un "contatto sociale qualificato", fonte di obblighi di protezione e informazione verso la cliente. La Corte ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno, pari alla differenza tra il prezzo pagato e il valore reale dei diamanti, rigettando l'eccezione di prescrizione sollevata dalla banca.
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Mancata dichiarazione di denaro: la sentenza
Una cittadina ucraina è stata sanzionata per aver tentato di esportare 100.000 euro senza la prescritta dichiarazione doganale. In appello, ha invocato lo stato di necessità a causa della guerra, l'ignoranza della legge e la barriera linguistica. La Corte d'Appello ha respinto il ricorso, confermando la sanzione. I giudici hanno stabilito che lo stato di necessità non era applicabile in Italia e che l'ignoranza della legge era inescusabile, data l'ingente somma e la presenza di avvisi multilingue alla frontiera. La corte ha ritenuto corretta la procedura e congrua la sanzione per la mancata dichiarazione di denaro.
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Mediazione immobiliare: doveri e prescrizione del compenso
Un acquirente si oppone al pagamento della provvigione per una mediazione immobiliare, sostenendo la prescrizione del diritto e l'inadempimento informativo dell'agente riguardo a difformità dell'immobile. Il Tribunale rigetta l'opposizione, affermando che il tentativo di negoziare uno sconto sulla provvigione ha interrotto la prescrizione. Inoltre, stabilisce che il mediatore aveva correttamente informato l'acquirente, consegnandogli tutta la documentazione sulle irregolarità prima della conclusione dell'affare.
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Responsabilità intermediari finanziari: la sentenza
La Corte d'Appello di Roma ha confermato le sanzioni pecuniarie emesse da un'Autorità di Vigilanza nei confronti di una società finanziaria e del suo amministratore delegato. Il caso verte sulla responsabilità degli intermediari finanziari per gravi carenze nella governance, nella gestione dei rischi (in particolare liquidità e rischi operativi) e per perdite patrimoniali che hanno portato i fondi propri a un valore negativo. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, inclusa l'eccezione sulla scadenza dei termini del procedimento, affermando la piena legittimità dell'azione dell'Autorità e la proporzionalità delle sanzioni inflitte.
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Equa riparazione: risarcimento per processo lungo
Una società, creditrice in una procedura fallimentare pendente da quasi trent'anni, ha richiesto un'equa riparazione per l'irragionevole durata del processo. La Corte d'Appello di Firenze ha accolto la domanda, stabilendo che la durata ragionevole per una procedura concorsuale è di sei anni e che il ritardo eccedente, pari a 23 anni nel caso di specie, deve essere risarcito. La Corte ha liquidato un indennizzo di € 13.800,00, oltre interessi e spese legali, calcolando € 600,00 per ogni anno di ritardo ingiustificato.
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Rivalutazione contributiva amianto: il dies a quo
Un lavoratore ha richiesto la rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto. La Corte d'Appello ha respinto le eccezioni di decadenza e prescrizione, stabilendo che la prescrizione decennale decorre dalla consapevolezza del diritto (domanda all'INAIL) e non dalla fine del rapporto di lavoro. Tuttavia, ha rigettato la domanda nel merito, poiché la perizia tecnica (CTU) ha accertato un periodo di esposizione inferiore ai dieci anni richiesti dalla legge.
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Eccessiva durata del processo: risarcimento di 2.400€
La Corte di Appello di Cagliari ha condannato il Ministero a risarcire due creditori per l'eccessiva durata del processo fallimentare in cui erano coinvolti. La procedura, durata oltre 12 anni, ha superato di 6 anni il termine ragionevole. La Corte ha liquidato un indennizzo di €2.400 per ciascun ricorrente, basato su un importo di €400 per ogni anno di ritardo, oltre agli interessi e alle spese legali.
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Responsabilità professionale architetto: la sentenza
Una società committente ha citato in giudizio un architetto per un errore di progettazione relativo alla costruzione di una scala esterna, edificata in violazione delle distanze legali. La Corte di Appello, riformando la sentenza di primo grado che aveva dichiarato il diritto prescritto, ha affermato la responsabilità professionale architetto. Il termine di prescrizione, ha chiarito la Corte, decorre non dall'esecuzione del progetto, ma dal momento in cui il danno diviene oggettivamente percepibile, ovvero dalla sentenza definitiva che ha accertato l'illegittimità dell'opera. L'architetto è stato quindi condannato al risarcimento dei danni, comprensivi dei costi di demolizione e delle spese legali del precedente giudizio.
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Restituzione finanziamenti pubblici: la guida al caso
Un ente pubblico ha richiesto la restituzione di fondi indebitamente percepiti da un'associazione per progetti formativi. La Corte d'Appello, su rinvio della Cassazione, ha confermato l'obbligo di restituzione, chiarendo che la prescrizione per l'azione di restituzione finanziamenti pubblici decorre dalla verifica amministrativa finale e non dal pagamento. Una generica contestazione non basta a superare specifiche irregolarità contabili. La responsabilità del garante è stata invece esclusa perché la polizza non copriva tali irregolarità.
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Lavoro supplementare: annullata sanzione per prova
Il Tribunale di Ancona ha annullato un'ordinanza ingiunzione per presunto lavoro supplementare non registrato. La decisione si fonda sull'insufficienza e contraddittorietà delle prove testimoniali raccolte, sottolineando che l'onere della prova grava sull'ente accertatore. Le dichiarazioni rese agli ispettori sono state ritenute non sufficienti a superare le testimonianze processuali e la coerenza del lavoratore interessato.
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Prescrizione bollette: come annullare un debito idrico
Un utente ha opposto un decreto ingiuntivo per una fornitura idrica, sostenendo che il credito fosse estinto per prescrizione. Il Tribunale di Brescia ha accolto l'opposizione, revocando il decreto. La decisione si fonda sull'applicazione della prescrizione quinquennale, il cui termine era già decorso al momento della richiesta di pagamento. La corte ha ritenuto irrilevanti le comunicazioni intercorse con l'ex convivente dell'utente, in quanto non idonee a interrompere la prescrizione nei confronti dell'intestatario del contratto.
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