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Dichiarazione sostitutiva di notorietà

Definizione

Un documento con cui una persona dichiara fatti, stati o qualità personali sotto la propria responsabilità, sostituendo certificati o atti di notorietà (spesso chiamata autocertificazione).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Esenzione spese processuali: Dichiarazione tardiva non salva dai costi
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una Lavoratrice che chiedeva l'esenzione spese processuali in una causa previdenziale. La Corte d'Appello aveva rigettato la sua domanda e l'aveva condannata a pagare le spese legali, poiché la dichiarazione reddituale per l'esenzione non era stata sottoscritta personalmente e risultava tardiva, prodotta solo in appello. La Cassazione ha confermato che la dichiarazione per l'esenzione spese processuali deve essere firmata personalmente dalla parte e presentata nell'atto iniziale del primo grado di giudizio. Una dichiarazione tardiva o non conforme non consente l'esonero. Il ricorso della Lavoratrice è stato dichiarato inammissibile.
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Falsa attestazione in autocertificazione: condanna senza scuse
Un lavoratore dipendente ha compilato un modulo prestampato per accedere a una struttura penitenziaria per effettuare delle consegne. L'interessato ha dichiarato falsamente di non avere condanne penali o carichi pendenti. I giudici di merito lo hanno condannato per il reato di falsa attestazione in autocertificazione a due mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena subordinata a lavori di pubblica utilità. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna e dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato. I Supremi Giudici hanno chiarito che il reato richiede soltanto il dolo generico, rendendo irrilevante l'assenza di competenze giuridiche data la chiarezza del modulo. L'inammissibilità del ricorso impedisce inoltre di far valere la prescrizione maturata successivamente, comportando una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Revocazione sentenza: un documento nuovo non basta
Un contribuente, accertato per il possesso di auto di lusso, ha chiesto la revocazione della sentenza a suo sfavore presentando documenti (una sentenza penale e un'autodichiarazione) formatisi dopo la decisione originale. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la revocazione di una sentenza è ammissibile solo per documenti preesistenti ma ritrovati successivamente, non per prove create ex novo.
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