La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di una società sanzionata per la tardiva comunicazione dichiarazione d'intenti, inviata con soli tre giorni di ritardo. I giudici hanno stabilito che anche un ritardo minimo non è una violazione 'meramente formale' e deve essere punito, perché ostacola l'attività di controllo dell'Amministrazione Finanziaria. Tuttavia, la Corte ha applicato il principio del 'favor rei' (la legge più favorevole). Poiché nel frattempo una nuova legge aveva introdotto sanzioni molto più basse per questa infrazione, ha ordinato di applicare la nuova sanzione fissa (da 250 a 2.000 euro) invece di quella, ben più pesante, proporzionale all'imposta. L'azienda vince quindi parzialmente, ottenendo una drastica riduzione della multa.
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