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Detenzione Di Droga Ai Fini Di Spaccio

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Detenzione di droga: ricorso inammissibile, Cassazione conferma spaccio
Un individuo è stato condannato per detenzione di droga ai fini di spaccio. La Corte d'Appello aveva confermato la sentenza, basandosi sulla quantità (338 dosi), la varietà delle sostanze (marijuana, hashish, cocaina) e il ritrovamento in un appartamento non di sua proprietà. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo l'uso personale. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché riproponeva argomentazioni già valutate, senza evidenziare vizi logici o giuridici. La Cassazione ha ribadito che la valutazione della finalità di spaccio deve considerare tutti gli elementi. L'individuo dovrà pagare le spese e una somma alla Cassa delle Ammende.
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Detenzione di droga ai fini di spaccio: bilancino e contanti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di due persone per detenzione di droga ai fini di spaccio. Gli imputati sostenevano che la cocaina fosse per uso personale, ma i giudici hanno respinto questa tesi. La decisione si è basata su prove inequivocabili: una quantità di droga superiore ai limiti di legge, la presenza di sostanze da taglio, un bilancino di precisione e una notevole somma di denaro in banconote di piccolo taglio. Questi elementi, valutati nel loro insieme, dimostravano chiaramente l'intenzione di vendere la sostanza e non di consumarla. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, rendendo la condanna definitiva.
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Detenzione di droga: spaccio o uso personale? La Cassazione decide
Un uomo viene condannato per detenzione di droga ai fini di spaccio e per commercio di prodotti contraffatti. Durante una perquisizione, le forze dell'ordine trovano in casa sua circa 94 grammi di stupefacenti (hashish e marijuana), un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento. Le chat sul suo cellulare confermano l'attività di vendita. L'imputato si difende sostenendo che la droga fosse per uso personale e di gruppo. La Corte di Cassazione, però, respinge il ricorso. La Corte stabilisce che la notevole quantità, il bilancino e i messaggi sono prove sufficienti per confermare l'accusa di spaccio, rendendo la condanna definitiva.
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