Un individuo è stato condannato per detenzione di droga ai fini di spaccio. La Corte d'Appello aveva confermato la sentenza, basandosi sulla quantità (338 dosi), la varietà delle sostanze (marijuana, hashish, cocaina) e il ritrovamento in un appartamento non di sua proprietà. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo l'uso personale. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché riproponeva argomentazioni già valutate, senza evidenziare vizi logici o giuridici. La Cassazione ha ribadito che la valutazione della finalità di spaccio deve considerare tutti gli elementi. L'individuo dovrà pagare le spese e una somma alla Cassa delle Ammende.
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