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Design industriale

Definizione

La progettazione della forma di un prodotto destinato alla produzione in serie, che unisce funzionalità ed estetica.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Tutela del design industriale: stile celebre e rigetto del danno
Un'azienda produttrice di ceramiche decorative ha citato in giudizio una società concorrente, accusandola di concorrenza sleale per imitazione di stile e per l'uso non autorizzato del proprio nome nei meta-tag del sito internet. La ricorrente ha invocato la tutela del design industriale e la protezione del diritto d'autore. I giudici di merito hanno respinto le domande riscontrando la mancata prova dell'efficacia lesiva del meta-tag e l'assenza dei requisiti di valore artistico necessari per la tutela d'autore. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ribadendo che la valutazione del valore artistico e delle prove costituisce un accertamento di fatto non riesaminabile nel giudizio di legittimità.
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Tutela del design industriale: copia senza risarcimento
Una celebre azienda produttrice di oggetti in ceramica ha fatto causa a un'impresa concorrente per la contraffazione di famosi modelli decorativi e per concorrenza sleale. La Corte d'Appello ha escluso la tutela del diritto d'autore per carenza di valore artistico e ha negato il risarcimento del danno, non ritenendolo automatico. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la tutela del design industriale richiede la prova di un solido riconoscimento negli ambienti culturali, non bastando una singola esposizione. Inoltre, il risarcimento del danno richiede sempre la prova concreta del pregiudizio subito, escludendo che il danno possa considerarsi automatico, anche in caso di liquidazione equitativa.
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Tutela del design industriale: il valore artistico
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla tutela del design industriale, negando la protezione del diritto d'autore a una singola lampada, parte di un più ampio allestimento scenografico del 1954. La Corte ha stabilito che il 'valore artistico' necessario per la tutela apparteneva all'installazione nel suo complesso e non al singolo elemento, il quale, estrapolato dal suo contesto, non possedeva autonoma dignità artistica. La decisione sottolinea che, per ottenere la protezione autorale, un'opera di design deve possedere un 'quid pluris' artistico riconoscibile di per sé, indipendentemente dalla sua funzione o dal contesto in cui è inserita.
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