La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del legale rappresentante di un'azienda di autotrasporti, confermando la condanna a sei mesi di arresto per reati ambientali. L'imputato aveva effettuato un deposito temporaneo di rifiuti oltre i limiti temporali e quantitativi consentiti dalla legge, senza la necessaria cartellonistica identificativa. Inoltre, l'azienda scaricava acque meteoriche dilavanti con un'autorizzazione scaduta da anni. La Suprema Corte ha ribadito che l'onere della prova per beneficiare di regimi di favore, come la messa in riserva o il deposito temporaneo di rifiuti, spetta interamente al produttore dei rifiuti stessi. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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