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Deposito doganale

Definizione

Una struttura autorizzata dove le merci possono essere custodite in regime di sospensione dal pagamento dei dazi e delle imposte fino alla loro destinazione finale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Restituzione aiuti comunitari: olio sfuso anziché in bottiglia
L'Azienda ha richiesto e ottenuto un anticipo finanziario per l'esportazione di olio d'oliva, dichiarando che la merce sarebbe stata confezionata in recipienti inferiori a cinque litri. Tuttavia, al momento del controllo nel deposito doganale, l'olio si trovava ancora allo stato sfuso in grandi serbatoi. L'Agenzia delle Dogane ha quindi richiesto la restituzione aiuti comunitari per difformità tra quanto dichiarato e quanto effettivamente depositato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda, confermando che il travaso successivo non rientra tra le manipolazioni consentite dalla legge. L'Azienda perde definitivamente la causa e deve restituire le somme indebitamente percepite.
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Deposito carburanti: omessa vigilanza costa 29 mln al Ministero
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un'Amministrazione Militare al pagamento di oltre 29 milioni di euro per accise e altre imposte evase. La vicenda riguarda un'enorme quantità di olio combustibile immessa irregolarmente in consumo da un deposito doganale gestito dall'ente. La Corte ha stabilito la piena responsabilità tributaria per omessa vigilanza dell'Amministrazione, ritenendo che la sua negligenza e le gravi omissioni contabili costituissero una prova sufficiente (prova presuntiva) dell'evasione fiscale. L'Agenzia Fiscale vince la causa, e la pretesa tributaria è definitivamente confermata.
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Furto di merci in deposito doganale: reato subito, tasse dovute
Una società gerente un magazzino portuale subisce il furto di merci in deposito doganale, nello specifico tabacchi in transito tra due Paesi UE. L'Agenzia delle Dogane emette un avviso di pagamento per IVA e accise. La società si oppone, sostenendo che il reato subito debba esonerarla dal versamento delle accise e contesta la legittimità di un secondo avviso emesso dal Fisco in autotutela. La Corte di Cassazione accoglie le ragioni dell'Amministrazione. I giudici stabiliscono che la sottrazione illecita costituisce uno svincolo irregolare che immette i beni nel circuito commerciale, rendendo esigibili le imposte. L'evento delittuoso non è equiparabile alla forza maggiore. Inoltre, viene confermato il potere del Fisco di annullare un atto viziato e riemetterlo in autotutela sostitutiva, anche in assenza di elementi sopravvenuti, nel rispetto dei termini di decadenza.
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