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Denuncia penale

Definizione

La comunicazione formale che un pubblico ufficiale (in questo caso, un funzionario dell'Agenzia delle Entrate) invia alla Procura della Repubblica per segnalare un fatto che potrebbe costituire reato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Raddoppio Termini Accertamento: Quando l’Agenzia Arriva Troppo Tardi
L'Agenzia delle Entrate contestava a un'Azienda la deduzione di costi e la detrazione IVA per operazioni ritenute inesistenti, emettendo un avviso di accertamento. La questione centrale riguardava il "raddoppio termini accertamento" in presenza di reati fiscali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando che per gli avvisi notificati dopo il 2 settembre 2015, il raddoppio dei termini è valido solo se la denuncia penale è stata trasmessa tempestivamente. Poiché la trasmissione era tardiva, l'accertamento era fuori termine. L'Azienda ha vinto, l'Agenzia deve pagare le spese.
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Raddoppio dei termini: valido anche se il reato cade
L'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento per IRES, IRAP e IVA nei confronti di una società per gli anni 2007 e 2008. I giudici di merito hanno annullato gli atti ritenendo decaduto il potere impositivo, poiché l'ufficio aveva abbandonato i rilievi penali originari. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Ufficio, stabilendo che per l'applicazione del raddoppio dei termini è sufficiente la sussistenza originaria dell'obbligo di denuncia penale. Non rileva il fatto che i successivi accertamenti si fondino su elementi privi di rilevanza penale, a meno che non si dimostri un uso pretestuoso della norma da parte del fisco. Di conseguenza, la sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Raddoppio termini accertamento: Fisco vince se denuncia prima
La Corte di Cassazione interviene sul tema del raddoppio dei termini di accertamento. Un contribuente aveva ricevuto un avviso fiscale per annualità ormai vecchie. L'Agenzia delle Entrate giustificava il ritardo applicando il raddoppio dei termini, sostenendo la presenza di un reato tributario. La Corte ha stabilito un principio chiaro: il raddoppio è legittimo solo se l'Agenzia dimostra di aver presentato una denuncia penale all'autorità giudiziaria prima della scadenza del termine ordinario di accertamento. Non basta la semplice esistenza di indizi di reato. In questo caso, la Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia, rinviando la causa al giudice precedente per verificare proprio questo aspetto temporale, ovvero la data di invio della denuncia.
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