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Delitto doloso

Definizione

Un reato commesso con la precisa volontà e intenzione di compierlo, a differenza dei reati colposi (causati da negligenza).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Aumento pena per recidiva: Cassazione annulla calcolo eccessivo
Un imputato, già condannato per spaccio di stupefacenti, ha contestato l'aumento pena per recidiva. La Corte d'Appello aveva confermato la sua responsabilità ma applicato un aumento di pena che, secondo il ricorrente, superava i limiti legali e non era adeguatamente motivato. La Cassazione ha accolto il ricorso solo per la parte relativa al calcolo dell'aumento di pena. Ha ribadito che la recidiva deve essere valutata concretamente e che l'aumento di pena non può superare il cumulo delle condanne precedenti per reati dolosi. La sentenza è stata annullata su questo punto, rinviando a un nuovo giudice per ricalcolare l'aumento di pena, mentre la responsabilità dell'imputato è rimasta ferma.
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Furto in privata dimora: quando la fuga consuma il reato
L'Imputato è stato condannato per il reato di furto in privata dimora dopo aver sottratto un televisore e una bicicletta. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che si trattasse di un mero tentativo, poiché la vittima aveva immediatamente inseguito il colpevole. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il furto si considera consumato quando l'autore acquisisce il possesso autonomo della refurtiva prima dell'inseguimento. Inoltre, la presenza di due precedenti condanne definitive per delitti dolosi preclude per legge l'applicazione della sospensione condizionale della pena. L'Imputato perde il ricorso e viene condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Nuovo reato? La revoca della sospensione condizionale è certa
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca della sospensione condizionale della pena per un individuo che aveva commesso un nuovo reato intenzionale. La sentenza chiarisce un punto fondamentale: il periodo di cinque anni, durante il quale non si devono commettere nuovi delitti per mantenere il beneficio, decorre dalla data in cui la prima condanna è diventata definitiva (passaggio in giudicato). Poiché il nuovo reato è stato commesso entro questo arco temporale, la revoca è stata ritenuta legittima. Di conseguenza, il condannato perde il beneficio e dovrà scontare la pena originariamente sospesa.
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