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Delimitazione del rischio

Definizione

È una clausola che definisce con precisione quali eventi e danni sono coperti dalla polizza assicurativa, stabilendo i confini della garanzia.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Onere della prova polizza assicurativa: vince il Condominio
Un proprietario e il suo inquilino hanno richiesto i danni al Condominio per le infiltrazioni d'acqua causate da una condotta usurata. Il Condominio ha chiamato in causa l'Assicurazione per essere manlevato. L'Assicurazione ha sostenuto che la polizza escludeva i danni da vetustà, ma non ha fornito la prova dell'esistenza della clausola limitativa nel giudizio di primo grado. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Condominio, stabilendo un chiaro principio sull'onere della prova polizza assicurativa: spetta sempre alla compagnia assicurativa dimostrare la presenza e il contenuto delle clausole che limitano la garanzia, mentre l'assicurato deve solo provare il contratto e il danno generale. La sentenza d'appello è stata quindi annullata con rinvio.
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Assicurazione per conto altrui: negato indennizzo a manager
Un amministratore societario ha chiesto il rimborso delle spese legali sostenute per difendersi in procedimenti penali e amministrativi avviati dopo un'intervista in cui aveva diffuso informazioni riservate. Le compagnie assicuratrici hanno rifiutato il pagamento, sostenendo che la polizza coprisse solo atti compiuti nell'interesse della società. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'amministratore, confermando che la clausola che limita la copertura ad attività svolte nell'interesse dell'ente definisce l'oggetto del contratto e non costituisce una limitazione di responsabilità. Trattandosi di una polizza di assicurazione per conto altrui, l'indennizzo spetta solo se l'illecito è strettamente collegato alle funzioni aziendali e non se l'amministratore agisce per scopi personali o in contrasto con la società.
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Negozio allagato: la clausola di delimitazione del rischio nega il risarcimento
Un'azienda subisce un allagamento e chiede l'indennizzo alla propria assicurazione. La compagnia nega il pagamento, appellandosi a una clausola che copre i danni da eventi atmosferici solo se causati da rotture dell'edificio, e non da semplici infiltrazioni. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'assicurazione, stabilendo che tale condizione non è una clausola vessatoria (cioè ingiustamente gravosa), ma una legittima clausola di delimitazione del rischio. Questa clausola definisce semplicemente l'oggetto della copertura assicurativa e non richiede una specifica approvazione scritta. Di conseguenza, l'azienda ha perso la causa e non ha ottenuto il risarcimento.
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Lavoro subordinato: come distinguerlo dall’autonomo
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto del ricorso riguardante un infortunio mortale sul lavoro, focalizzandosi sulla distinzione tra lavoro subordinato e autonomo. Il caso riguardava la richiesta di indennizzo assicurativo, negata poiché il lavoratore non è stato qualificato come dipendente, ma come professionista autonomo dotato di propri mezzi e iscrizione alla Camera di Commercio. La Corte ha stabilito che tali accertamenti di fatto non sono riesaminabili in sede di legittimità se adeguatamente motivati.
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