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Delega all'incasso

Definizione

Atto con cui il creditore autorizza un terzo a riscuotere un debito per suo conto, senza però trasferirgli la titolarità del credito stesso.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accertamento bancario delega incasso: i soldi non sono reddito
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a un genitore, contestando versamenti sul conto corrente imputati a ricavi non dichiarati. Il contribuente ha dimostrato di aver incassato tali somme in qualità di semplice intermediario, in virtù di una scrittura privata autenticata. L'importo derivava infatti dalla vendita di azioni compiuta dai figli, i quali lo avevano delegato all'incasso. L'amministrazione finanziaria sosteneva la necessità di provare il successivo effettivo trasferimento dei soldi ai figli. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco, confermando che nell'ambito dell'accertamento bancario delega incasso il contribuente supera la presunzione fiscale provando che le somme non costituiscono reddito proprio. I rapporti interni tra delegante e delegato non incidono sulla natura non imponibile dell'incasso.
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Revocatoria fallimentare contributi statali e immunità
La Corte d'Appello ha respinto la richiesta di revocatoria fallimentare contributi statali promossa da una società in amministrazione straordinaria. Il caso riguardava pagamenti effettuati da un ente pubblico direttamente a un istituto bancario per forniture nazionali. La decisione conferma che tali somme sono protette da un vincolo legislativo di impignorabilità e irrevocabilità, garantendo la stabilità dei finanziamenti legati a opere di interesse pubblico.
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Assegno sociale alla zia all’estero: condannato il nipote delegato
Un uomo, delegato all'incasso, riscuoteva per anni l'assegno sociale per conto della zia, nonostante questa si fosse trasferita stabilmente all'estero, perdendo il requisito della residenza in Italia. La Corte di Cassazione ha confermato la sua condanna per il reato di indebita percezione assegno sociale. I giudici hanno stabilito che il suo ruolo non era passivo: presentando periodicamente attestazioni per l'incasso, ha contribuito attivamente a ingannare l'ente previdenziale sulla permanenza del diritto. La sua professionalità nel settore dell'assistenza fiscale ha rafforzato la prova della sua consapevolezza (dolo). L'appello è stato dichiarato inammissibile, rendendo la condanna definitiva e disponendo la confisca di oltre 36.000 euro.
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Pignoramento compensi professionali: a chi spetta?
Un istituto di credito, creditore di un professionista, avvia un pignoramento compensi professionali nei confronti di una società cliente di quest'ultimo. La società sostiene che il debito sia dovuto allo studio associato del professionista, non all'individuo. La Corte di Cassazione chiarisce che un obbligo interno di versare i compensi all'associazione non costituisce una cessione del credito formale e non è opponibile ai creditori terzi. Di conseguenza, il credito appartiene al singolo professionista e può essere legittimamente pignorato.
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