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Definizione Agevolata

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Provvedimenti

Definizione agevolata: stop alla lite tra fisco e impresa
Una società riceve un avviso di accertamento per costi non inerenti e non documentati. Dopo i primi due gradi di giudizio favorevoli alla contribuente, l'Amministrazione Finanziaria ricorre in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società chiede la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle liti tributarie pendenti, prevista dalla legge numero 130 del 2022. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità della richiesta e l'assenza di cause di inammissibilità, accoglie l'istanza. Di conseguenza, i giudici dispongono la sospensione del processo e il rinvio a nuovo ruolo, consentendo alla contribuente di perfezionare la sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop alle sanzioni
Una società pubblica ha compensato un credito IVA di gruppo senza presentare subito la dichiarazione di contribuente virtuoso, inviata solo successivamente su richiesta dell'Amministrazione Finanziaria. Il Fisco ha quindi contestato la tardività della compensazione, applicando sanzioni e interessi. Durante la causa davanti alla Corte di Cassazione, la società ha chiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti prevista dalla legge di bilancio. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio per consentire alla contribuente di perfezionare la sanatoria fiscale e presentare la relativa documentazione entro i termini di legge.
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Definizione agevolata: il fisco perde il ricorso in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso contro una società per il recupero di IVA forfettaria non versata nel 2004, calcolata sulla base imponibile dell'imposta sugli intrattenimenti. Durante la pendenza del giudizio davanti alla Corte di Cassazione, la società contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, provvedendo al pagamento dell'importo dovuto e depositando la relativa documentazione. La Suprema Corte, preso atto dell'avvenuta regolarizzazione e del rispetto dei requisiti di legge, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, la controversia tributaria si è conclusa definitivamente senza una decisione sul merito, con le spese di lite poste a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop al fisco
Una società italiana ha svalutato dei titoli di Stato greci, ricevuti da una consociata estera a saldo di un debito, deducendo la perdita dalle tasse. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione ritenendola un abuso del diritto per ottenere un risparmio fiscale illecito. Durante il giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione, la società ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti, prevista dalla legge di bilancio. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, rinviando la causa a nuova udienza per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: la holding ferma la Cassazione
La Società Contribuente, operante come holding, ha impugnato un avviso di accertamento relativo alla deduzione di perdite su cambi per oltre tre milioni di euro. Dopo la decisione favorevole della Commissione Tributaria Regionale, l'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la Società Contribuente ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi della legge di bilancio. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo il rinvio a nuovo ruolo della causa per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: il fisco si ferma davanti alla sanatoria
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento relativo a maggiori redditi IRPEF non dichiarati per l'anno 2005. Durante il giudizio di Cassazione, Il Contribuente ha presentato istanza per richiedere la sospensione del processo, manifestando la volontà di avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie prevista dalla legge di bilancio per il 2023. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta e del mancato dissenso del Procuratore Generale, ha accolto l'istanza disponendo la sospensione del giudizio. Il Contribuente ha ora l'onere di depositare la documentazione comprovante la domanda di sanatoria e il pagamento degli importi dovuti per estinguere definitivamente la lite fiscale.
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Definizione agevolata: la tregua fiscale ferma la Cassazione
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento sintetico emesso dall'Agenzia delle Entrate per l'anno d'imposta 2006. Dopo alterne vicende giudiziarie e una cassazione con rinvio, la Commissione tributaria regionale ha rigettato l'appello del Contribuente. Quest'ultimo ha proposto un nuovo ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il Contribuente ha presentato istanza telematica per richiedere la sospensione del processo, avvalendosi della definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta e della non opposizione del Pubblico Ministero, ha accolto l'istanza disponendo la sospensione del giudizio per consentire il perfezionamento della tregua fiscale.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: stop al Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole al Contribuente riguardante un avviso di accertamento per maggiori redditi IRPEF. Durante il giudizio in Cassazione, il Contribuente ha richiesto la sospensione del processo avvalendosi della definizione agevolata delle liti tributarie, introdotta dalla legge di bilancio per il 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio per consentire al cittadino di presentare la domanda di sanatoria e pagare la prima rata entro i termini di legge.
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Esterovestizione a Monaco: la Cassazione ferma la causa
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro una società formalmente con sede a Monaco, ritenendola un caso di esterovestizione con reale base in Italia. Dopo i primi gradi di giudizio, la causa è giunta in Cassazione. La società ha richiesto la sospensione del processo per poter aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della tregua fiscale.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la lite sul fisco
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento sintetico con cui l'Agenzia delle Entrate contestava un maggior reddito imponibile per l'anno 2008. Dopo diversi gradi di giudizio, la causa è tornata davanti alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente ha presentato formale richiesta di sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, prevista dalla legge di bilancio per il 2023. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite sospesa
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento sintetico emesso dall'Agenzia delle Entrate per l'anno d'imposta 2007. Dopo alterne vicende giudiziarie e una sentenza di rinvio sfavorevole, il Contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il Contribuente ha depositato un'istanza telematica chiedendo la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio e rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma il fisco
Un contribuente impugnava diverse cartelle di pagamento per omessa notifica, dopo aver scoperto un'iscrizione ipotecaria sui propri beni. La CTR riteneva parzialmente valide le notifiche. Il contribuente proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente presentava domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, chiedendo la sospensione del processo. La Corte di Cassazione, rilevata la regolarità della richiesta, ha disposto la sospensione del giudizio in attesa del perfezionamento della definizione agevolata, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Esterovestizione a Monaco: la Cassazione ferma il fisco per la sanatoria
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro una società formalmente con sede a Monaco, ritenendola un caso di esterovestizione con reale sede in Italia. Durante il giudizio in Cassazione, la società ha richiesto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle liti tributarie. La Corte di Cassazione, accogliendo l'istanza, ha disposto la sospensione del giudizio e il rinvio a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Esterovestizione a Monaco: la Cassazione ferma la lite col Fisco
Una società con sede formale nel Principato di Monaco ha ricevuto un avviso di accertamento dall'Agenzia delle Entrate per presunta esterovestizione, in quanto ritenuta fiscalmente residente in Italia. Dopo i primi due gradi di giudizio, la controversia è giunta in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società contribuente ha presentato istanza telematica per chiedere la sospensione del processo, manifestando la volontà di avvalersi della definizione agevolata delle liti pendenti prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio per consentire il perfezionamento della pace fiscale.
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Definizione agevolata: il rinvio che blocca il fisco in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della CTR relativa alla prescrizione di alcune cartelle esattoriali emesse nei confronti del Contribuente. Durante il giudizio di Cassazione, il Contribuente ha aderito alla definizione agevolata (cosiddetta rottamazione-quarter) rinunciando al controricorso. La Corte di Cassazione ha quindi sospeso la decisione e ha concesso all'Agenzia delle Entrate un termine di sessanta giorni per verificare la corrispondenza tra i debiti inseriti nella definizione agevolata e quelli oggetto della causa, rinviando il processo a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la lite col Fisco
Una società riceve un avviso di accertamento per tasse non pagate su canoni di locazione. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la causa giunge in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società presenta domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta e del versamento effettuato, dispone la sospensione del processo in attesa del perfezionamento della procedura di sanatoria fiscale.
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Rottamazione-Quater: la Cassazione blocca la causa col Fisco
Il Contribuente ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale. Successivamente, ha presentato domanda telematica all'Agente della Riscossione per aderire alla Rottamazione-Quater, impegnandosi a rinunciare al processo in corso. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta e in applicazione della legge di bilancio, ha disposto la sospensione del giudizio in attesa del perfezionamento della definizione agevolata.
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Ritenute fiscali non versate: l’azienda deve darle al lavoratore
Un lavoratore ha chiesto la restituzione delle somme trattenute in busta paga dal datore di lavoro negli anni 1990/1992. L'azienda, agendo come sostituto d'imposta, aveva trattenuto le imposte ma, beneficiando di un condono fiscale post-sisma del 1990 in Sicilia, aveva versato all'erario solo il 10% del dovuto, trattenendo il restante 90%. La Corte di Cassazione ha rigettato sia il ricorso del lavoratore sia quello dell'azienda. La Corte ha stabilito che le ritenute fiscali non versate all'erario a seguito del condono spettano al lavoratore. Il datore di lavoro non ha alcun titolo giuridico per trattenere queste somme e deve restituirle al dipendente, in quanto quest'ultimo è il reale beneficiario dell'agevolazione fiscale. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti.
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Definizione agevolata: il Fisco si ferma e il processo si estingue
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole a una società agricola, esclusa dalla disciplina delle società di comodo per l'impossibilità oggettiva di modificare i canoni di locazione dei terreni. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie, pagando l'intero importo dovuto in un'unica soluzione. Poiché nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro i termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, le spese del processo estinto restano a carico di chi le ha anticipate, escludendo inoltre l'obbligo di versare un ulteriore contributo unificato per il ricorso incidentale.
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Definizione agevolata: il silenzio del fisco cancella il debito
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava gli avvisi di accertamento per IVA e IRPEF emessi nei confronti di un professionista. La contestazione riguardava i compensi per obblighi di fare e non fare legati alla cessione del suo studio professionale. Durante il giudizio di cassazione, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge 119 del 2018. Poiché l'ufficio tributario non ha presentato obiezioni entro il termine stabilito del 31 dicembre 2020, la procedura si è conclusa positivamente. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese a carico di chi le ha sostenute.
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