L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a una società per il recupero di IRES, IRAP e IVA. L'ufficio contestava l'acquisto di sei autovetture tramite fatture soggettivamente inesistenti emesse da una società cartiera. I giudici d'appello avevano confermato il recupero fiscale, negando sia la detrazione IVA sia la deducibilità dei costi ai fini IRES perché considerati costi da reato. La Corte di Cassazione ha invece chiarito il principio fondamentale sulla deduzione dei costi. Se le merci sono state realmente comprate e non costituiscono lo strumento diretto per commettere un delitto, le spese restano deducibili dalle imposte sui redditi anche in caso di frode fiscale del fornitore. La Suprema Corte ha quindi accolto il ricorso dell'azienda su questo punto, annullando la decisione precedente.
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