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Deducibilità Dei Costi Professionali

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Deducibilità dei costi professionali: spese d’uso senza prove
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una contribuente la deduzione di diverse spese relative all'attività e i costi di ristrutturazione di un immobile di proprietà del coniuge. La professionista sosteneva di operare nell'immobile mediante comodato d'uso gratuito. I giudici hanno respinto le deduzioni perché la contribuente ha prodotto una scrittura priva di data certa, inefficace verso il Fisco per attestare l'uso strumentale del bene. La Corte di Cassazione ha confermato il verdetto: la deducibilità dei costi professionali richiede prove documentali certe e complete. La valutazione del valore probatorio spetta esclusivamente al giudice di merito.
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Deducibilità dei costi professionali: fatture non provate
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un professionista la deduzione di costi per fatture emesse da una società per la progettazione di un impianto fotovoltaico. Il fisco ha negato l'operazione per mancanza di prova dell'effettiva esecuzione delle prestazioni, assenza di tracciabilità bancaria e forte sproporzione tra spese e guadagni. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici tributari, dichiarando inammissibile il ricorso del contribuente. I giudici hanno ribadito che la deducibilità dei costi professionali richiede la prova rigorosa dell'esistenza, dell'inerenza e della coerenza economica delle spese. La semplice annotazione delle fatture in contabilità non è sufficiente se mancano contratti, autorizzazioni e ricevute di pagamento a supporto.
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Deducibilità dei costi professionali: l’avvocato batte il fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un avvocato la deducibilità dei costi professionali relativi a un contratto di servizi logistici e di segreteria stipulato con una società gestita dal coniuge. Il fisco riteneva la spesa di 120.000 euro eccessiva e antieconomica rispetto all'assunzione diretta di dipendenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ufficio finanziario. I giudici hanno stabilito che le prestazioni sono state realmente eseguite, pagate e utilizzate per l'attività professionale. Inoltre, la spesa rappresentava solo il 28% del fatturato annuo del professionista, escludendo qualsiasi macroscopica antieconomicità. Vince il contribuente, con condanna del fisco al pagamento delle spese legali.
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