La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di espulsione. Il ricorrente sosteneva il suo diritto a non essere espulso in quanto convivente con il fratello, ma non è riuscito a fornirne prova adeguata. Secondo la Corte, una dichiarazione privata non è sufficiente a dimostrare la convivenza in assenza di una registrazione anagrafica ufficiale. L'ordinanza conferma che la motivazione del giudice di pace, pur sintetica, era sufficiente a spiegare le ragioni del rigetto, validando così il provvedimento di espulsione basato sulla presenza irregolare e su precedenti violazioni.
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