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Decreto flussi

Definizione

Provvedimento normativo con cui il Governo italiano stabilisce annualmente il numero massimo di cittadini stranieri non comunitari che possono entrare in Italia per motivi di lavoro.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sequestro probatorio valido: respinti i ricorsi degli indagati
Due indagati hanno presentato ricorso contro la conferma del decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura. L'accusa ipotizza il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina tramite finte domande di nulla osta al lavoro. La difesa sosteneva che il sequestro probatorio fosse illegittimo a causa di una motivazione generica, carente e basata su formule di stile. La Corte di Cassazione ha respinto la tesi difensiva e ha dichiarato inammissibili i ricorsi. I giudici hanno confermato la piena validità del provvedimento, evidenziando anomalie concrete nelle pratiche di soggiorno e disponendo la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese e a una sanzione.
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Favoreggiamento immigrazione clandestina: da benefattore a reo
Un uomo è stato condannato in via definitiva per aver organizzato un sistema illecito per l'ingresso in Italia di 24 cittadini stranieri. Sfruttando il 'decreto flussi', presentava domande di lavoro fittizie e, con la complicità di un ispettore di polizia, otteneva permessi di soggiorno dietro il pagamento di circa 1.000 euro a persona. La sua difesa, basata su una presunta attività filantropica, è stata respinta. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per favoreggiamento immigrazione clandestina, ritenendo provato lo scopo di lucro e la gravità della condotta, e ha reso definitiva la pena di sei anni e otto mesi di reclusione.
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Decreto di espulsione: quando l’opposizione è generica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di espulsione. Il ricorrente sosteneva di poter regolarizzare la sua posizione tramite il 'decreto flussi', ma la Corte ha ritenuto l'argomentazione troppo generica e non supportata da prove concrete sulla sua situazione personale, confermando la validità del provvedimento di allontanamento.
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Protezione speciale: la valutazione dell’integrazione
Un cittadino del Bangladesh, in Italia da 14 anni, si è visto negare la protezione speciale dal Tribunale sulla base di una documentazione lavorativa ritenuta insufficiente. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che per valutare l'integrazione sociale ai fini della protezione speciale, il giudice non può limitarsi a considerare un recente e breve contratto di lavoro, ma deve condurre un'analisi complessiva e approfondita dell'intero percorso di vita del richiedente nel territorio nazionale, inclusa la lunga permanenza e i legami sociali creati.
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