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DDA (Direzione Distrettuale Antimafia)

Definizione

Una sezione specializzata della Procura della Repubblica che si occupa delle indagini relative ai reati di stampo mafioso e criminalità organizzata.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Colloquio telefonico 41-bis: no al diritto automatico mensile
Il Magistrato di sorveglianza di Cuneo aveva ordinato all'Amministrazione penitenziaria di consentire a un detenuto in regime speciale il colloquio telefonico 41-bis con il fratello, anch'egli detenuto nello stesso regime, ritenendo illegittimo il diniego basato sul parere contrario della DDA. Il Ministero della Giustizia ha proposto ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso e ha annullato senza rinvio l'ordinanza del Magistrato. La Corte ha chiarito che l'autorizzazione per il colloquio telefonico 41-bis sostitutivo di quello visivo non è concessa una volta per tutte, ma richiede una specifica e autonoma valutazione mensile. È quindi necessario verificare di volta in volta la sussistenza di esigenze di sicurezza, acquisendo il parere della Direzione distrettuale antimafia.
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Liberazione anticipata negata se il legame con il clan resta attivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro il diniego della liberazione anticipata. Il Tribunale di Sorveglianza aveva respinto la richiesta a causa dei persistenti legami del soggetto con un'associazione mafiosa dedita al narcotraffico. La Direzione Distrettuale Antimafia ha confermato il ruolo attivo del ricorrente nel fornire supporto logistico al clan. Secondo i giudici, la vicinanza a un gruppo criminale ancora operativo esclude un reale percorso di recupero sociale e di allontanamento dall'ambiente delinquenziale. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato il rigetto del beneficio, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Colloqui detenuti 41-bis: stop a video tra familiari
Un detenuto in regime speciale ha richiesto di effettuare colloqui video con lo zio, anch'egli soggetto al medesimo regime detentivo e affiliato allo stesso clan. La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che autorizzava tali incontri, stabilendo che la finalità del 41-bis, ovvero recidere ogni legame con l'organizzazione criminale, è prioritaria. La sentenza evidenzia come i **colloqui detenuti 41-bis** tra familiari appartenenti allo stesso sodalizio criminale comprometterebbero le esigenze di sicurezza, anche se svolti a distanza. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che tenga conto di questi principi.
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