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Datio in solutum (Prestazione in luogo dell'adempimento)

Definizione

È un accordo con cui il debitore si libera da un'obbligazione eseguendo una prestazione diversa da quella originariamente pattuita, con il consenso del creditore. Ad esempio, cedere un immobile al posto di una somma di denaro.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Perequazione automatica delle pensioni: vince il giudicato
Un gruppo di pensionati ha chiesto il pagamento delle differenze economiche maturate sul trattamento integrativo. Una precedente sentenza definitiva aveva già accertato il loro diritto alla perequazione automatica delle pensioni. L'istituto datore di lavoro si è opposto alla richiesta. L'ente ha sostenuto che la scelta dei lavoratori di capitalizzare la rendita tramite una somma una tantum estingueva ogni pretesa pregressa come accordo sostitutivo o novativo. I giudici di merito hanno accolto la domanda dei pensionati. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente. La società non poteva introdurre per la prima volta questioni contrattuali nuove nell'ultimo grado di giudizio.
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Perequazione automatica delle pensioni: banca sconfitta
Diversi ex dipendenti di un istituto bancario e i loro eredi hanno chiesto il pagamento di differenze economiche relative al trattamento pensionistico. Una precedente decisione irrevocabile aveva già accertato il loro diritto alla conservazione del meccanismo di perequazione automatica delle pensioni. L'istituto di credito sosteneva che l'adesione dei lavoratori alla capitalizzazione del trattamento integrativo avesse estinto il debito tramite accordo sostitutivo. I giudici hanno invece confermato il pieno diritto dei pensionati alle somme maturate. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'azienda, poiché ha introdotto per la prima volta nuove questioni contrattuali non discusse nei precedenti gradi di giudizio, condannando la banca alle spese di lite.
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Imposta di successione: crediti non trasferiti e debiti esclusi
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro gli eredi di un contribuente defunto. Al centro della disputa vi era l'applicazione dell'imposta di successione su un credito di oltre cinque milioni di euro e la deducibilità di un debito bancario. Gli eredi sostenevano che il credito fosse stato trasferito prima della morte tramite una lettera d'intenti. La Suprema Corte ha stabilito che la lettera, scritta a macchina, non costituisce un testamento valido e che l'accordo si è perfezionato solo dopo il decesso, rendendo il credito parte dell'attivo ereditario. Inoltre, i giudici hanno chiarito che i debiti contratti per acquistare quote societarie esenti da tassazione non possono essere dedotti dall'asse ereditario. Di conseguenza, gli eredi dovranno pagare la maggiore imposta richiesta.
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Azione Revocatoria: Vende Casa alla Nipote ma è Pagamento Lecito
Un creditore ha tentato di invalidare la vendita di un immobile tra una debitrice e sua nipote tramite un'azione revocatoria, sostenendo che l'atto danneggiasse le sue garanzie. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha stabilito che la vendita non era un atto fraudolento, ma una forma di pagamento per debiti preesistenti e scaduti che la zia aveva verso la nipote. Pagare un debito dovuto, anche trasferendo un bene immobile invece di denaro (datio in solutum), è un atto legittimo e non soggetto ad azione revocatoria. La vendita è quindi valida e il creditore ha perso la causa.
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