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Danno da perdita del rapporto parentale

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Responsabilità sanitaria per omessa diagnosi: risarciti i figli
Una paziente anziana è deceduta in ospedale per occlusione intestinale acuta dopo tre giorni di dolori addominali, vomito e blocco evacuativo senza accertamenti diagnostici strumentali. I figli e i nipoti hanno agito per far valere la responsabilità sanitaria per omessa diagnosi, chiedendo il risarcimento dei danni da perdita parentale e del danno catastrofale subito dalla congiunta. La perizia tecnica ha accertato che esami tempestivi avrebbero garantito il 70% di probabilità di sopravvivenza. Il Tribunale ha accertato la colpa medica e ha condannato la struttura sanitaria a risarcire 120.000 euro a ciascun figlio. Al contrario, ha respinto le richieste risarcitorie dei nipoti per difetto di prove specifiche sulla profondità del legame e ha escluso il danno catastrofale per mancanza di prova della lucida consapevolezza dell'imminente morte da parte della paziente.
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Danno da perdita parentale: la liquidazione equitativa
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che aveva confermato un risarcimento per la famiglia di una vittima di un incidente stradale. La Suprema Corte ha stabilito che la liquidazione del danno da perdita parentale non può basarsi su una generica valutazione di "congruità", ma deve seguire criteri precisi, come le tabelle a punti, e deve essere supportata da una motivazione dettagliata che spieghi come si è giunti alla quantificazione del risarcimento per ciascun congiunto.
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Danno rapporto parentale: prova e liquidazione
La Corte d'Appello di Trieste ha confermato la condanna di un'azienda sanitaria al risarcimento per il danno da perdita del rapporto parentale subito dai familiari di una paziente deceduta a seguito di complicazioni mediche. La sentenza chiarisce che, sebbene per i familiari stretti il legame affettivo sia presunto, l'intensità di tale legame, necessaria per quantificare il danno, deve essere provata concretamente. La Corte ha ritenuto insufficiente la mera non contestazione da parte dell'azienda, basando la sua decisione sulle prove testimoniali che hanno dimostrato la profondità e la costanza dei rapporti tra la defunta e i suoi cari.
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