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Custodia Cautelare Stupefacenti

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Custodia Cautelare Stupefacenti: Incastrata da Chiavi e Guida
Una donna finisce in carcere preventivo dopo il ritrovamento di un ingente quantitativo di droga nell'auto che guidava e in due abitazioni condivise con il marito. La difesa sostiene la sua estraneità, parlando di semplice connivenza non punibile. La Cassazione, però, conferma la misura della custodia cautelare stupefacenti. Secondo i giudici, la somma degli indizi (guida sospetta, disponibilità delle chiavi dell'auto e delle case) crea un quadro accusatorio solido. Per reati così gravi, la legge presume un alto rischio di reiterazione, giustificando il carcere anche in assenza di precedenti penali.
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Custodia cautelare stupefacenti: quando è legittima?
La Cassazione ha confermato la legittimità della custodia cautelare stupefacenti per un individuo accusato di tentato acquisto di cocaina. Anche se l'accordo finale non è stato raggiunto, le trattative serie e concrete sono state ritenute sufficienti a configurare gravi indizi di colpevolezza e a giustificare la misura detentiva più grave, data la pericolosità sociale del soggetto e i suoi precedenti.
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Custodia cautelare stupefacenti: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di custodia cautelare per reati legati agli stupefacenti. Il ricorso è stato giudicato generico perché non ha adeguatamente contestato né i gravi indizi di colpevolezza né, soprattutto, la presunzione legale di adeguatezza della detenzione in carcere per il reato di associazione finalizzata al traffico di droga, come previsto dall'art. 275 c.p.p.
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Custodia cautelare stupefacenti: perché non è lieve
La Corte di Cassazione ha confermato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per detenzione di stupefacenti, rigettando il ricorso di un indagato. La Corte ha stabilito che il ruolo di custode e confezionatore di droga per conto terzi è incompatibile con l'ipotesi del 'fatto di lieve entità', giustificando la misura detentiva più grave a causa dell'inserimento dell'indagato in un contesto di narcotraffico e del rischio di reiterazione del reato, non contenibile con gli arresti domiciliari.
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