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CTU

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Provvedimenti

Disconoscimento e-mail: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società contro il licenziamento illegittimo di un dirigente. La causa verteva sul disconoscimento di una e-mail usata come prova. La Corte ha ribadito che la valutazione sull'efficacia del disconoscimento è un giudizio di fatto riservato al giudice di merito e che quest'ultimo non è tenuto a disporre una perizia tecnica (CTU) se la richiesta ha finalità meramente esplorative. La decisione si fonda anche sul principio della "doppia conforme", che limita il riesame dei fatti in Cassazione.
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Compenso CTU: aumento e termini di deposito
Una professionista ha contestato l'aumento del compenso CTU per eccezionale importanza e la mancata riduzione per ritardo. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che l'aumento era legittimo data la complessità del caso e che solo la violazione del termine finale di deposito, non di quelli intermedi, giustifica la riduzione del compenso CTU.
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Compenso CTU contabile: la Cassazione sui criteri
Un consulente tecnico d'ufficio (CTU) ha impugnato la liquidazione del proprio onorario per una perizia in materia di usura bancaria, calcolato a tempo (vacazioni) anziché a percentuale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per le consulenze tecniche in materia contabile il criterio principale è quello a percentuale calcolato per scaglioni. Il metodo a vacazioni è solo residuale e non può essere applicato discrezionalmente quando esiste una previsione specifica. Di conseguenza, il provvedimento è stato annullato con rinvio per una nuova determinazione del compenso CTU contabile.
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Distanze legali: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un proprietario il cui immobile violava le distanze legali dal confine. La Corte ha ribadito che, dopo la riforma del 2012, il vizio di motivazione di una sentenza può essere contestato solo in casi di grave anomalia, non per semplice insufficienza. È stata confermata la condanna all'arretramento della costruzione per ripristinare le corrette distanze legali.
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Responsabilità patronato: risarcimento anche con colpa
Una lavoratrice perde l'indennità NASPI per una domanda errata presentata da un patronato. Il Tribunale di Venezia riconosce la responsabilità professionale del patronato, ma la riduce del 50% per il concorso di colpa della lavoratrice, che aveva omesso di dichiarare un secondo rapporto di lavoro. La sentenza stabilisce un risarcimento basato sul danno effettivo, ripartendo la colpa tra le parti.
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Aliunde Perceptum: la prova spetta al Giudice?
La Cassazione ha stabilito che, in una causa per risarcimento danni da ritardata assunzione di un'insegnante, il giudice ha il potere di acquisire d'ufficio i documenti reddituali per calcolare l'aliunde perceptum, ovvero i guadagni alternativi percepiti dal lavoratore. La Corte ha respinto il ricorso della docente, confermando che la detrazione di tali redditi è un'eccezione in senso lato e la prova può essere ricercata attivamente dal tribunale, anche in assenza di una specifica contestazione del datore di lavoro pubblico.
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Sospensione sentenza appello: quando viene negata?
La Corte d'Appello di Bologna ha rigettato un'istanza di sospensione sentenza appello. La decisione si basa sulla mancanza dei presupposti previsti dalla nuova normativa (art. 283 c.p.c.): l'impugnazione non è stata ritenuta 'manifestamente fondata' e non è stato provato un 'pregiudizio grave e irreparabile' derivante dall'esecuzione della sentenza di primo grado.
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Danno temuto: come tutelarsi dalle infiltrazioni
Un'ordinanza del Tribunale di Pescara accoglie un ricorso per danno temuto, ordinando al proprietario di un immobile parzialmente demolito di eseguire opere urgenti per fermare le infiltrazioni d'acqua che danneggiavano la proprietà confinante. Il giudice ha ritenuto sufficiente il pericolo di aggravamento del danno già esistente per giustificare l'intervento cautelare.
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Responsabilità vettore intermedio: la sentenza chiarisce
Una società di telecomunicazioni ha citato in giudizio un'altra per il mancato pagamento di servizi di trasferimento voce VoIP. La convenuta si difendeva sostenendo che le chiamate non erano giunte al destinatario finale. Il Tribunale ha accolto la domanda dell'attrice, stabilendo che la responsabilità del vettore intermedio si esaurisce con il corretto trasferimento del traffico dati all'operatore successivo nella catena, in assenza di una specifica obbligazione contrattuale di garanzia sul risultato finale. Di conseguenza, il vettore intermedio ha diritto al pagamento per il servizio prestato.
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