Definizione
Principio fondamentale del processo penale secondo cui il giudice può emettere una sentenza di condanna solo per il fatto storico precisamente descritto nel capo d'imputazione, senza modificarlo nei suoi elementi essenziali.
Orientamento della Cassazione
Su LexCED 36 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2025). Nel 57% dei casi il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Esito del ricorso
- Accolto, anche in parte 26%
- Rigettato 17%
- Inammissibile 57%
Provvedimenti per anno
2022
2023
2024
2025
Sezioni
- Penale Sez. 742%
- Penale Sez. 238%
- Penale Sez. 421%
Precedenti più richiamati
- Cass. 46786/2014in 4 provvedimenti
- Cass. 49175/2019in 4 provvedimenti
- Cass. 10989/2023in 4 provvedimenti
- Cass. S.U. 36551/2010in 12 provvedimenti
- Cass. S.U. 16/1996in 6 provvedimenti
Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.
Norme più ricorrenti in questi provvedimenti
Provvedimenti
Diversi individui sono stati condannati per fabbricazione e detenzione di un ordigno esplosivo. La Cassazione ha annullato le sentenze precedenti, inclusa quella che aveva riqualificato il reato da ricettazione a fabbricazione di ordigno. La Corte ha stabilito che questa modifica ha violato il principio di correlazione accusa sentenza, alterando gli elementi essenziali del fatto contestato e pregiudicando il diritto di difesa degli imputati. Il caso tornerà al Tribunale di Chieti per un nuovo giudizio, estendendo gli effetti favorevoli anche al coimputato non ricorrente.
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La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di alcuni imputati condannati per ricettazione, furto e resistenza a pubblico ufficiale. Un ricorrente contestava la violazione del principio di correlazione accusa sentenza, poiché accusato di ricettazione ma condannato per furto aggravato. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili tutti i ricorsi, ribadendo che la correlazione accusa sentenza non viene violata se l'accusa iniziale conteneva già gli elementi di fatto sufficienti a permettere la difesa, anche in caso di riqualificazione del reato. La Corte ha ritenuto logica la motivazione dei giudici precedenti sul riconoscimento degli imputati e sulla mancata concessione delle attenuanti generiche, data la gravità dei fatti e i precedenti penali.
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Un uomo, condannato per l'occupazione abusiva di un immobile pubblico, ricorre in Cassazione. Sostiene la violazione del principio di correlazione accusa-sentenza, poiché il periodo dell'occupazione indicato nella sentenza definitiva differiva leggermente da quello dell'accusa iniziale. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile. Stabilisce che una modifica non sostanziale del fatto, che non cambia il nucleo dell'accusa e non pregiudica il diritto di difesa, non viola tale principio. La condanna è quindi confermata, poiché l'imputato ha avuto piena possibilità di difendersi dall'accusa principale di occupazione illegale.
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Un amministratore condannato per peculato ricorre in Cassazione sostenendo una violazione del principio di correlazione accusa sentenza, a causa di un'errata datazione del reato nel capo d'imputazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che un errore puramente giuridico sul momento consumativo del reato non invalida la sentenza se l'identità del fatto storico è preservata e il diritto di difesa non è stato compromesso.
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La Cassazione chiarisce i limiti del principio di correlazione tra accusa e sentenza. Un uomo condannato per tentato furto in ospedale ha impugnato la sentenza sostenendo che l'imputazione indicava un degente specifico come vittima, mentre la condanna riguardava un degente non identificato. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile: la Corte ha ritenuto la differenza irrilevante ai fini dell'esercizio del diritto di difesa, non ledendo il nucleo dell'accusa.
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La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. La difesa sosteneva la violazione del principio di correlazione accusa sentenza a causa di un errore sulla data del reato indicata nel capo d'imputazione. La Corte ha stabilito che la mera correzione di una data errata, senza alterare la sostanza del fatto contestato, non costituisce una violazione di tale principio, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Un dipendente pubblico è stato condannato per peculato per essersi appropriato di fondi destinati a informatori. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, incentrato sulla presunta violazione del principio di correlazione accusa sentenza. La Corte ha stabilito che la condanna, basata sul ruolo di 'gestore' delle fonti anziché sulla materiale ricezione del denaro, non costituisce una modifica sostanziale dell'imputazione, poiché il nucleo del fatto contestato rimane invariato.
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La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per l'esercizio abusivo dell'attività di parcheggiatore in violazione di un ordine del Questore. Il ricorrente lamentava la violazione del principio di correlazione accusa sentenza, sostenendo di essere stato condannato per un fatto diverso da quello contestato. La Corte ha stabilito che, se l'evento storico rimane identico e il diritto di difesa non è leso, una diversa qualificazione giuridica nella motivazione non comporta la nullità della sentenza. Inammissibile anche il motivo sulla prescrizione, poiché per i reati commessi dal 2020 si applica la Riforma Cartabia.
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La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33014/2024, ha stabilito che la discordanza su elementi secondari, come modello e targa di un veicolo sequestrato, non viola il principio di correlazione accusa sentenza se il nucleo del fatto illecito rimane invariato e il diritto di difesa non è concretamente leso. La Corte ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per la sottrazione di un'auto sottoposta a sequestro amministrativo, confermando che l'imputato era in condizione di comprendere pienamente l'accusa a suo carico.
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Un imprenditore, accusato di aver indicato elementi passivi fittizi in una dichiarazione IVA, è stato condannato per un fatto diverso: aver presentato una dichiarazione in bianco per un'annualità differente. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza per violazione del principio di correlazione accusa sentenza, poiché la radicale diversità dei fatti ha leso il diritto di difesa dell'imputato.
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La Cassazione Penale dichiara inammissibile un ricorso, stabilendo che non vi è violazione del principio di correlazione accusa sentenza se l'imputato ha avuto la concreta possibilità di difendersi sui fatti, anche se la qualificazione giuridica del reato è mutata nel corso del processo. Il caso riguardava una condanna per concorso morale in contraffazione, a fronte di un'accusa iniziale di uso di marchio falso.
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La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per violazione del principio di correlazione accusa sentenza. La Corte ha chiarito che non c'è violazione se il fatto non subisce una trasformazione radicale e se l'imputato ha avuto modo di difendersi concretamente durante il processo. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34949/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando una condanna per rapina impropria. La decisione chiarisce il principio di correlazione accusa sentenza, affermando che arricchire la descrizione dei fatti sulla base delle prove, senza alterare l'accusa principale, non viola i diritti della difesa. La Corte ha inoltre ribadito la propria impossibilità di riesaminare nel merito le prove, respingendo i motivi relativi alla valutazione dei fatti e all'applicazione della recidiva.
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Un imputato, condannato per lesioni in concorso, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la violazione del principio di correlazione accusa sentenza. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile, specificando che la condanna per concorso morale, anziché per partecipazione materiale, non altera il nucleo essenziale del fatto contestato e non pregiudica il diritto di difesa. Il principio è violato solo in caso di una trasformazione radicale dei fatti che renda impossibile per l'imputato difendersi.
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La Cassazione ha confermato la condanna per appropriazione indebita di un uomo inizialmente accusato di riciclaggio. La Corte ha stabilito che non vi è violazione della correlazione accusa sentenza se la riqualificazione del reato avviene in primo grado e si basa sugli stessi fatti, garantendo il diritto di difesa. Rigettati anche i motivi su validità della querela e recidiva.
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La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per truffa assicurativa. L'imputato lamentava una violazione del principio di correlazione accusa sentenza, poiché l'imputazione era stata modificata dopo la sua richiesta di rito abbreviato. La Corte ha stabilito che la scelta di procedere con il rito abbreviato sana questo tipo di nullità, definita a 'regime intermedio', soprattutto se la modifica non stravolge l'accusa ma la precisa.
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Un conducente, accusato di omicidio colposo per una manovra di svolta, viene condannato per non aver garantito la sicurezza dei passeggeri. La Cassazione conferma la sentenza, chiarendo i limiti del principio di correlazione accusa sentenza quando emerge un diverso profilo di colpa generica durante il processo, ma il fatto storico rimane invariato.
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La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di tentata violenza privata e danneggiamento aggravato. Ha annullato la condanna per il primo reato a causa dell'assenza di querela, resa necessaria dalla Riforma Cartabia. Ha invece confermato la condanna per danneggiamento, chiarendo il principio di correlazione accusa sentenza: la modifica del bene specifico danneggiato (da porte a una cassetta portachiavi) non viola il diritto di difesa se il nucleo essenziale della condotta contestata rimane invariato.
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Un soggetto, condannato per fabbricazione di un documento falso valido per l'espatrio, ha impugnato la sentenza lamentando la violazione del principio di correlazione accusa sentenza. Sosteneva che l'aggravante non fosse stata formalmente menzionata nell'imputazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che non vi è alcuna violazione se tutti gli elementi di fatto del reato sono stati ritualmente contestati fin dall'inizio, consentendo così all'imputato di difendersi pienamente sulla sostanza dell'addebito.
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La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per furto di energia elettrica a causa della violazione del principio di correlazione accusa sentenza. L'imputato era stato accusato di un reato commesso in una data specifica del 2018, ma la Corte d'Appello lo aveva condannato per un periodo di due anni tra il 2014 e il 2016. Questa modifica sostanziale dei fatti, avvenuta senza seguire le procedure di contestazione, ha leso il diritto di difesa, portando all'annullamento con rinvio per un nuovo processo.
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