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Corpo ricettore

Definizione

L'ambiente finale che riceve le acque di scarico, come un fiume, il suolo, il sottosuolo o la rete fognaria pubblica.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Scarico industriale: campionamento e regole legali
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per uno scarico industriale che superava i limiti tabellari previsti dal Testo Unico Ambientale. Il ricorrente contestava la validità delle notifiche, effettuate al difensore d'ufficio anziché a quello di fiducia, e la metodologia di campionamento dei reflui. La Suprema Corte ha chiarito che la nomina del difensore deve essere regolarmente trasmessa all'autorità per avere effetto. Nel merito, ha stabilito che il prelievo dei campioni deve avvenire nel punto di confluenza tra acque di processo e di diluizione per garantire la genuinità dei risultati e prevenire l'elusione dei limiti tramite diluizione.
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Autorizzazione scarico a mare: quando è necessaria?
Un dirigente di un ente locale è stato sanzionato per aver installato un tubo di troppo pieno per una fognatura senza una specifica autorizzazione regionale. Sosteneva che, essendo parte di un sistema esistente, bastasse il parere della Capitaneria di Porto. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che qualsiasi nuovo scarico o modifica sostanziale, anche se per sicurezza, richiede una nuova e specifica autorizzazione scarico a mare dall'autorità competente, poiché rappresenta una potenziale fonte di inquinamento.
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Scarico industriale: reato anche senza tubazioni
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per scarico industriale non autorizzato. La sentenza chiarisce che qualsiasi sistema di deflusso stabile, anche non una tubazione, integra il reato. Viene inoltre discussa l'inapplicabilità della particolare tenuità del fatto per condotte perduranti e la discrezionalità del giudice nel commisurare la pena.
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