Un cittadino ha impugnato la condanna penale subita per aver violato il divieto di accesso DACUR imposto dal Questore per dodici mesi in alcune vie cittadine. La difesa sosteneva che il provvedimento fosse inefficace per mancanza della convalida del giudice. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che il divieto di accesso DACUR ordinario, previsto per condotte reiterate, non richiede alcuna preventiva convalida giudiziaria per essere valido. Tale controllo del giudice serve solo nelle ipotesi più gravi riguardanti soggetti già condannati per reati specifici. Di conseguenza, la violazione del divieto costituisce reato ed il ricorrente deve pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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