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Provvedimenti

Impresa minore: come evitare la liquidazione giudiziale
Una società, inizialmente sottoposta a liquidazione giudiziale sulla base dei dati fiscali, ha ottenuto la revoca del provvedimento in appello. La Corte ha stabilito che per definire una 'impresa minore', esente dalla procedura, si devono considerare i 'ricavi lordi' risultanti dal bilancio civilistico e non i dati aggregati della dichiarazione dei redditi (ISA). La sentenza sottolinea l'importanza della corretta interpretazione dei requisiti dimensionali e la prevalenza del bilancio regolarmente tenuto sulle dichiarazioni fiscali ai fini della procedura concorsuale.
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Legittimazione attiva cessionario: come provarla
Una società cessionaria di un credito ha ottenuto la riforma di una sentenza di primo grado che ne negava la legittimazione attiva. La Corte d'Appello ha stabilito che la produzione del contratto di cessione in blocco, unitamente a documenti specifici del rapporto, costituisce prova sufficiente della titolarità del credito. Questa decisione chiarisce l'onere probatorio per la legittimazione attiva del cessionario nei giudizi di recupero crediti.
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Canone unico patrimoniale: stop ai canoni elevati
Una società di telecomunicazioni ha contestato avvisi di accertamento di un Comune per canoni di occupazione di suolo pubblico. Il Tribunale ha accolto l'opposizione, annullando gli atti. La decisione si fonda sull'applicazione del canone unico patrimoniale, che fissa un tetto massimo di 800 euro annui per ogni impianto. La sentenza chiarisce che tale limite legale si sostituisce automaticamente alle clausole contrattuali più onerose, anche per i contratti stipulati prima della sua entrata in vigore, a partire dalla sua efficacia.
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Responsabilità esclusiva sinistro: manovra vietata
Il Tribunale di Torino ha attribuito la responsabilità esclusiva di un sinistro stradale all'automobilista che ha compiuto una manovra di inversione a U vietata e imprevedibile. La Corte ha stabilito che tale condotta colposa ha una valenza causativa talmente assorbente da superare la presunzione di concorso di colpa dell'altro conducente, la cui presunta velocità eccessiva è stata ritenuta irrilevante di fronte all'imprevedibilità della manovra altrui.
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Annullamento vendita immobile minore: la sentenza
Una figlia, divenuta maggiorenne, ottiene l'annullamento della vendita di un suo immobile, avvenuta quando era minore. Il padre, pur autorizzato dal Tribunale, non aveva depositato il ricavato su un conto vincolato come prescritto. Il Tribunale ha stabilito che la violazione delle modalità imposte equivale a mancanza di autorizzazione, rendendo il contratto annullabile per difetto di capacità legale.
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Accettazione tacita di eredità: la voltura catastale
Il Tribunale di Venezia ha stabilito che gli eredi in possesso dei beni, che non redigono l'inventario ed eseguono la voltura catastale, compiono un'accettazione tacita di eredità, diventando eredi puri e semplici e responsabili dei debiti del defunto.
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Nesso di causalità: quando le complicanze non sono colpa medica
Un paziente ha citato in giudizio una struttura sanitaria e i medici per gravi complicanze seguite a un intervento cardiochirurgico. Il Tribunale ha respinto la domanda, non ravvisando un nesso di causalità tra la condotta dei sanitari e il danno subito. Le complicanze, sebbene gravi, sono state ritenute conseguenze prevedibili ma inevitabili della complessa situazione clinica del paziente, e non frutto di negligenza medica.
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Impugnazione delibera condominiale: guida al caso
Un condomino ottiene l'annullamento di una delibera assembleare a seguito di una impugnazione. Il Tribunale ha riscontrato vizi insanabili, tra cui la mancanza del quorum deliberativo e gravi irregolarità nei bilanci consuntivo e preventivo, ritenuti non conformi ai principi di chiarezza e veridicità imposti dalla legge. La sentenza sottolinea l'importanza del rispetto delle procedure formali e della corretta redazione dei documenti contabili per la validità delle decisioni condominiali.
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Ipoteca su quota indivisa: no all’accantonamento
Un creditore, titolare di un'ipoteca su quota indivisa di un immobile, ha chiesto l'accantonamento della somma ricavata dalla vendita forzata e spettante all'erede del comproprietario non esecutato. Il Tribunale di Roma ha respinto la richiesta, chiarendo che la garanzia ipotecaria, sebbene valida, non è sufficiente. Per ottenere le somme, il creditore deve promuovere un'autonoma azione esecutiva contro il proprietario della quota ipotecata, non potendo avvalersi del semplice meccanismo dell'accantonamento previsto per i creditori intervenuti senza titolo contro il debitore esecutato.
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