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Contributi Previdenziali Omessi

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Contributi previdenziali omessi: l’azienda perde in Cassazione
Un'azienda agricola ha impugnato una cartella esattoriale dell'INPS richiedente oltre 46.000 euro per contributi previdenziali omessi relativi a lavoro straordinario e notturno di due dipendenti. La Corte d'Appello ha rigettato l'opposizione, ritenendo tardive le contestazioni formali sulla notifica e reputando validi gli atti di interruzione della prescrizione. Inoltre, ha dato maggior peso alle dichiarazioni rilasciate dai lavoratori agli ispettori rispetto a quelle successive rese in tribunale. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, rigettando il ricorso dell'azienda. I giudici hanno chiarito che i vizi formali della cartella vanno impugnati entro venti giorni contro l'agente della riscossione, mentre le valutazioni sull'attendibilità delle prove spettano esclusivamente al giudice di merito.
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Contributi previdenziali omessi: firma falsa contro verbale INPS
L'Ente Previdenziale ha ingiunto al Datore di Lavoro il pagamento di somme per contributi previdenziali omessi relativi a due lavoratori. La Corte d'Appello ha confermato la sussistenza di rapporti di lavoro subordinato, basandosi sulle dichiarazioni rese dai lavoratori agli ispettori, nonostante il Datore di Lavoro sostenesse l'esistenza di una precedente sentenza favorevole passata in giudicato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Datore di Lavoro. L'ordinanza ha chiarito che il ricorrente non ha fornito la prova del passaggio in giudicato della precedente sentenza tramite la necessaria certificazione della cancelleria. Inoltre, la Cassazione ha ribadito che la valutazione delle prove spetta esclusivamente ai giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità. Il Datore di Lavoro è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Contributi previdenziali omessi: l’imprenditrice perde il ricorso
Una titolare di un'impresa individuale ha impugnato l'avviso di addebito dell'INPS relativo a contributi previdenziali omessi per un collaboratore, sostenendo si trattasse di prestazioni occasionali e non di lavoro subordinato. La Corte d'Appello ha confermato la natura subordinata del rapporto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della titolare, poiché i motivi presentati miravano a ottenere un nuovo esame dei fatti e delle prove, attività preclusa nel giudizio di legittimità. Di conseguenza, l'imprenditrice perde la causa e deve pagare anche il doppio del contributo unificato.
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Contributi previdenziali omessi e prescrizione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un imprenditore condannato per contributi previdenziali omessi relativi agli anni 2012 e 2013. La difesa ha contestato il calcolo della soglia di punibilità e la mancata considerazione della crisi economica aziendale. La Suprema Corte, riscontrando che il ricorso non era inammissibile, ha rilevato l'intervenuta prescrizione dei reati, annullando la sentenza di condanna senza rinvio.
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