I tecnici sanitari hanno prelevato campioni di pomodori in un supermercato, riscontrando residui di un fungicida illegale dannoso per l'uomo. Attraverso le fatture di acquisto, gli ispettori hanno individuato il produttore agricolo fornitore del lotto. Il Tribunale ha condannato l'imprenditore per la commercializzazione di merce adulterata per la presenza di pesticidi vietati negli alimenti. L'imputato ha impugnato la decisione, lamentando il mancato avviso preventivo per le analisi di laboratorio e contestando la tracciabilità della fornitura. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'eccezione sulle analisi era tardiva, mentre la prova della provenienza del prodotto risulta solida, logica e priva di dubbi razionali.
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