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Contratto Di Formazione E Lavoro

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Provvedimenti

Elemento retributivo ERS: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11841/2024, ha stabilito che l'Elemento di Riordino del Sistema retributivo (ERS) non spetta ai lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro e successivamente stabilizzati. La Corte ha chiarito che tale elemento non è legato all'anzianità di servizio, ma deriva dalla confluenza di precedenti voci retributive destinate solo al personale già a tempo indeterminato al momento della sua istituzione. Pertanto, la richiesta dei lavoratori è stata respinta, riformando la precedente decisione della Corte d'Appello.
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Elemento Riordino Retributivo: non spetta ai neoassunti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12300/2024, ha stabilito che l'Elemento Riordino Retributivo (E.R.S.) non spetta ai lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro, anche se successivamente trasformato a tempo indeterminato. La Corte ha chiarito che tale emolumento non è legato all'anzianità di servizio, ma è stato istituito per riorganizzare voci retributive preesistenti per il solo personale già in servizio a tempo indeterminato, escludendo quindi i nuovi assunti. La decisione riforma le sentenze dei gradi inferiori e rigetta la domanda del lavoratore.
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Contratto di formazione e lavoro: no a bonus pieno
Un lavoratore, assunto con contratto di formazione e lavoro prima di un accordo aziendale, ha richiesto il pagamento di un premio di produzione nella stessa misura dei colleghi a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la natura a tempo determinato del contratto di formazione e lavoro al momento della stipula dell'accordo giustifica l'applicazione di un trattamento economico differenziato, come previsto dalla contrattazione collettiva, senza che ciò costituisca discriminazione.
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Contratto formazione lavoro e bonus: la Cassazione decide
Un lavoratore, assunto inizialmente con un contratto formazione lavoro e poi passato a tempo indeterminato, ha richiesto il pagamento di un premio di produzione nella sua interezza, negato dall'azienda. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che un accordo aziendale può legittimamente escludere da un bonus i dipendenti che, a una data specifica, non erano ancora assunti a tempo indeterminato. La sentenza chiarisce che il riconoscimento dell'anzianità maturata durante il contratto formazione lavoro non trasforma retroattivamente la natura del rapporto in uno a tempo indeterminato fin dall'origine.
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Emolumento retributivo: no a chi era in formazione
La Corte di Cassazione ha negato il diritto a un emolumento retributivo a una lavoratrice, assunta con contratto di formazione prima che tale voce fosse istituita per il solo personale a tempo indeterminato. Secondo la Corte, la differenziazione non è discriminatoria in quanto l'emolumento riordinava voci retributive non percepite da chi era in formazione, senza legami con l'anzianità di servizio.
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Terzo elemento contrattuale: no se il contratto è CFL
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15589/2024, ha stabilito che il "terzo elemento contrattuale" non spetta ai lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro (CFL) e successivamente stabilizzati, se la contrattazione collettiva ha soppresso tale voce retributiva preservandola solo per i dipendenti già a tempo indeterminato. La Corte ha ritenuto legittima questa distinzione, escludendo la violazione del principio di non discriminazione e chiarendo che il computo del periodo di formazione nell'anzianità di servizio non estende il diritto a emolumenti mai percepiti in precedenza.
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Terzo elemento salariale: no ai non percettori
La Corte di Cassazione ha stabilito che i lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro non hanno diritto al cosiddetto 'terzo elemento salariale' se questo è stato soppresso da un accordo collettivo prima della trasformazione del loro contratto in tempo indeterminato. Secondo la Corte, non si tratta di discriminazione in quanto i lavoratori non avevano mai percepito tale emolumento, pertanto non avevano un diritto quesito da tutelare. La sentenza ribalta le decisioni dei giudici di merito che avevano dato ragione ai dipendenti.
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Terzo elemento: no al lavoratore ex formazione lavoro
Un lavoratore, assunto con contratto di formazione e lavoro e poi stabilizzato, ha richiesto il pagamento del cosiddetto 'terzo elemento', una voce retributiva che un accordo collettivo aveva soppresso, mantenendola solo per i dipendenti già a tempo indeterminato alla data dell'accordo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15441/2024, ha respinto la richiesta. La Suprema Corte ha chiarito che il lavoratore non aveva mai percepito tale emolumento durante il contratto di formazione. Pertanto, la soppressione della voce retributiva non ledeva alcun suo diritto quesito. Il riconoscimento dell'anzianità maturata nel periodo formativo non si estende automaticamente a voci di stipendio mai ricevute in precedenza.
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Terzo elemento salariale: no se mai percepito
Un gruppo di lavoratori del settore trasporti, assunti con contratto di formazione, ha rivendicato il diritto al "terzo elemento salariale", una voce retributiva soppressa da un accordo collettivo del 1997 ma mantenuta per i soli dipendenti già a tempo indeterminato. I lavoratori sostenevano che il loro periodo di formazione dovesse essere considerato ai fini dell'anzianità, garantendo loro il diritto a tale emolumento. Dopo due sentenze favorevoli nei primi gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Ha stabilito che, non avendo i lavoratori mai percepito tale somma prima della sua abolizione, non potevano vantare un diritto acquisito. Di conseguenza, la clausola del contratto collettivo che li escludeva dal beneficio è stata giudicata legittima, respingendo le loro domande.
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Anzianità di servizio: vale il contratto formazione?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini del calcolo dell'anzianità di servizio, il periodo svolto con un contratto di formazione e lavoro deve essere sempre computato. Di conseguenza, è illegittima l'esclusione di due lavoratori da una procedura di progressione di carriera basata unicamente sulla data formale di trasformazione del loro contratto a tempo indeterminato. La Corte ha ribadito che la sostanza del rapporto di lavoro e la continuità del servizio prevalgono sulla data di conversione del contratto, garantendo così la corretta valutazione dell'anzianità di servizio.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione nega
Un gruppo di medici specializzandi del periodo 1999-2006 ha citato in giudizio lo Stato per ottenere una maggiore remunerazione e la copertura previdenziale, equiparandola a quella successiva al 2007. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la sua giurisprudenza consolidata. La Corte ha stabilito che le norme che hanno bloccato l'adeguamento delle borse di studio e che non prevedevano la copertura previdenziale per quel periodo sono una legittima scelta del legislatore, non in contrasto con le direttive europee o con la Costituzione. La decisione ribadisce che il trattamento economico e previdenziale dei medici in formazione è definito dalla normativa vigente in quel preciso periodo storico.
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Elemento Riordino Retributivo: spetta al formativo?
Un lavoratore, assunto con un contratto di formazione e successivamente stabilizzato, ha richiesto a un'azienda di trasporti il pagamento dell'Elemento di Riordino Retributivo (ERS). La Corte di Cassazione ha negato tale diritto, stabilendo che l'ERS non è legato all'anzianità di servizio, ma deriva dalla fusione di precedenti voci salariali destinate esclusivamente ai dipendenti già a tempo indeterminato al momento della sua istituzione. La Corte ha chiarito che questa differenziazione, prevista dalla contrattazione collettiva, non costituisce discriminazione.
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Anzianità di servizio: no all’ERS per contratti C.F.L.
La Corte di Cassazione ha stabilito che un lavoratore, assunto inizialmente con un contratto di formazione e lavoro e poi stabilizzato, non ha diritto all'Elemento di Riordino del Sistema retributivo (E.R.S.). La Corte ha chiarito che l'E.R.S. non è un emolumento basato sull'anzianità di servizio, ma una voce retributiva creata per riorganizzare e consolidare premi preesistenti per i soli dipendenti già a tempo indeterminato al momento della sua istituzione. Pertanto, l'esclusione non è discriminatoria e la domanda del lavoratore è stata rigettata, ribaltando la precedente decisione della Corte d'Appello.
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