La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di furto aggravato in un albergo. Gli imputati, dopo aver rubato televisori e altri oggetti, avevano nascosto parte della refurtiva in sacchi di plastica all'esterno della struttura. Essi sostenevano che tale gesto dimostrasse la volontà di desistere dall'azione (recesso attivo). La Corte ha respinto questa tesi, chiarendo che la consumazione del reato di furto avviene nel momento in cui si acquisisce l'esclusiva disponibilità dei beni. Nascondere la refurtiva non interrompe il reato, ma è una condotta finalizzata a garantirsi il bottino. Di conseguenza, il furto era già perfezionato e la condanna è stata confermata, dichiarando il ricorso inammissibile.
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