Un automobilista perdeva il controllo del mezzo a velocità moderata, urtando un muretto e schiantandosi contro un albero di ulivo. Gli accertamenti rivelavano un tasso alcolemico pari a 2,43 g/l. I giudici di merito lo condannavano a otto mesi di arresto, 2.700 euro di ammenda, con revoca della patente e confisca dell'auto, riconoscendo l'aggravante dell'aver provocato un sinistro. Il conducente ricorreva per Cassazione, sostenendo che lo sbandamento dipendesse esclusivamente dall'asfalto bagnato e non dall'alcol. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il reato di guida in stato di ebbrezza si connette pienamente al sinistro quando l'alterazione alcolica impedisce la pronta reazione a insidie prevedibili come la pioggia. Il ricorrente perde la causa e deve versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
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