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Condono previdenziale

Definizione

Una misura che permette di sanare (regolarizzare) posizioni debitorie relative a contributi previdenziali, spesso con agevolazioni su sanzioni e interessi.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rapporto di lavoro subordinato: i verbali INPS prevalgono sulle testimonianze
Un professionista, titolare di uno studio di fisiokinesiterapia, è stato condannato a pagare contributi previdenziali all'INPS. L'INPS aveva riqualificato i rapporti con i suoi collaboratori da autonomi a **rapporto di lavoro subordinato** a seguito di accertamenti ispettivi. Il professionista ha fatto ricorso in Cassazione, contestando il valore probatorio dei verbali ispettivi e la prescrizione dei contributi. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando la condanna e ribadendo la 'fede privilegiata' dei verbali ispettivi per i fatti direttamente osservati dagli ispettori, come l'esame dei libri paga e matricola.
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Insinuazione tardiva di credito: stop alla prescrizione
L'insinuazione tardiva di credito rappresenta uno strumento fondamentale quando emergono debiti contributivi non prescritti grazie a procedure di condono. La Corte d'Appello ha stabilito che la domanda di sanatoria sospende i termini di prescrizione, permettendo la legittima ammissione al passivo fallimentare dei crediti previdenziali e delle relative sanzioni.
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Efficacia del giudicato: gli eredi battono l’ente pubblico
Gli eredi di un datore di lavoro agricolo hanno chiesto all'Ente Previdenziale la restituzione di contributi versati in eccedenza, forti di una precedente sentenza definitiva che riconosceva il loro diritto a pagare sulla base del salario reale. L'Ente si è opposto eccependo un condono avvenuto senza riserva di ripetizione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso degli eredi, stabilendo che l'efficacia del giudicato copre sia il dedotto sia il deducibile. Poiché il condono era avvenuto durante il primo processo, l'Ente avrebbe dovuto farlo valere in quella sede. Non avendolo fatto, non può sollevarlo in un secondo giudizio per bloccare il rimborso. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Condono debiti INPS: la prescrizione si ferma, non si cancella
Una società, prima di fallire, aveva aderito a un condono per debiti previdenziali. L'Ente creditore ha poi chiesto di ammettere il suo credito nel fallimento, ma il curatore si è opposto sostenendo che il debito fosse prescritto. La Corte di Cassazione ha chiarito un principio fondamentale: la domanda di adesione a un condono determina la sospensione della prescrizione per condono. Il termine, quindi, non continua a decorrere durante tutto il periodo del piano di rateizzazione. Di conseguenza, il credito dell'Ente non era prescritto. La Corte ha accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale, annullando la precedente decisione sfavorevole.
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