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Conclusione dell'affare

Definizione

Nel contesto della mediazione, si riferisce al momento in cui tra le parti si crea un vincolo giuridico che le abilita ad agire per l'esecuzione del contratto (ad es. un contratto preliminare), non la semplice accettazione di una proposta.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Provvigione Mediatore: Offerta Accettata ma Niente Preliminare
Una mediatrice immobiliare ha richiesto il pagamento della provvigione a un venditore dopo aver trovato un acquirente e aver ottenuto l'accettazione della sua offerta. Tuttavia, le parti non hanno mai firmato il contratto preliminare. I giudici dei gradi precedenti avevano negato il compenso, ritenendo l'affare non concluso. La Corte di Cassazione, investita della questione, ha ritenuto il tema del 'diritto alla provvigione del mediatore' di particolare importanza. Ha quindi sospeso la decisione e rinviato la causa a una pubblica udienza per definire se l'accettazione di un'offerta, senza un successivo preliminare, sia sufficiente a far nascere l'obbligo di pagare il compenso all'agente.
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Provvigione Mediatore: Proposta Accettata ma Affare Saltato
Una coppia di acquirenti si rifiutava di pagare la provvigione all'agenzia immobiliare dopo che l'affare era saltato per una modifica delle condizioni di pagamento. L'agenzia sosteneva che il suo diritto fosse nato con la semplice accettazione della proposta d'acquisto, come previsto da una clausola contrattuale. La Corte di Cassazione ha dato ragione agli acquirenti, stabilendo un principio fondamentale sulla provvigione mediatore immobiliare. La clausola che anticipa il diritto al compenso a un momento precedente alla 'conclusione dell'affare' (cioè prima della nascita di un vincolo giuridico come il preliminare) è vessatoria e quindi nulla. Il compenso non è dovuto se l'agente non porta le parti a un accordo giuridicamente vincolante.
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Provvigione mediatore: quando è nulla la clausola?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26061/2024, ha stabilito che la clausola che lega il diritto alla provvigione del mediatore alla semplice comunicazione di accettazione della proposta, anziché alla conclusione dell'affare, è da considerarsi vessatoria e quindi nulla. Nel caso esaminato, un'agenzia immobiliare pretendeva il pagamento della provvigione nonostante la compravendita non si fosse perfezionata. La Suprema Corte ha chiarito che tale pattuizione crea un significativo squilibrio a danno del consumatore, sganciando la causa del contratto di mediazione (il risultato) dalla controprestazione, in violazione del Codice del Consumo e del principio di buona fede.
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