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Competenza Territoriale Per Connessione

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Competenza territoriale per connessione: stop al carcere
Il Tribunale confermava la custodia cautelare in carcere per un indagato accusato di narcotraffico. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione evidenziando un difetto nell'individuazione dell'autorità giudiziaria competente. Un coindagato aveva già ottenuto l'annullamento della misura cautelare per ragioni legate alla corretta determinazione geografica del procedimento. I giudici di legittimità hanno esteso tale favorevole esito anche al ricorrente, applicando il principio dell'effetto estensivo delle impugnazioni non personali. La corretta determinazione della competenza territoriale per connessione impone una rigorosa analisi cronologica dei reati contestati, impedendo l'assorbimento ingiustificato di condotte distinte di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti. L'ordinanza è stata dunque annullata con rinvio al Tribunale per un nuovo esame sulla competenza territoriale.
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Competenza territoriale per connessione e reati frammentati
Un indagato subisce il sequestro preventivo di ingenti quantitativi di oro e argento per reati di associazione a delinquere, frode fiscale e riciclaggio. Il Tribunale del riesame respinge l'eccezione di incompetenza territoriale della procura locale applicando subito il criterio residuale della prima iscrizione della notizia di reato, a causa dell'articolazione nazionale delle condotte illecite. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del cittadino e annulla l'ordinanza impugnata. La Suprema Corte stabilisce che, ai fini della competenza territoriale per connessione, l'impossibilità di localizzare con precisione il reato più grave non consente di ricorrere direttamente ai criteri residuali, ma impone di verificare la sede di commissione del reato collegato immediatamente successivo per gravità.
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Competenza territoriale per connessione: scontro tra giudici
Il Giudice per le Indagini Preliminari lagunare ha applicato misure cautelari per furti pluriaggravati a diversi indagati. Successivamente ha dichiarato la propria incompetenza a favore del Tribunale trevigiano, ritenendo il reato commesso in quella provincia più grave. Il Giudice trevigiano ha accolto il procedimento per i fatti locali ma ha rifiutato la competenza per il furto veneziano commesso da due distinti coindagati, sollevando un conflitto davanti alla Corte di Cassazione. Il Giudice trevigiano ha evidenziato l'assenza di un legame tra le diverse condotte. La Suprema Corte ha accolto tale impostazione. Senza la prova concreta di un vincolo qualificato, la competenza territoriale per connessione non scatta e gli imputati non possono perdere il loro giudice naturale. La Cassazione ha dichiarato competente il Giudice lagunare.
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