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Competenza Territoriale Misure Di Prevenzione

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Competenza territoriale misure di prevenzione: la Corte decide tra Tribunali
Un individuo sottoposto a sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno ad Agrigento ma dimorante a Rho, ha chiesto l'autorizzazione per un allontanamento temporaneo. Il Tribunale di Agrigento ha declinato la propria competenza, ritenendo competente quello di Milano. Il Tribunale di Milano ha sollevato un conflitto di competenza, sostenendo che la decisione spettasse ad Agrigento. La Corte di Cassazione ha risolto il conflitto, stabilendo che la **competenza territoriale misure di prevenzione** per le autorizzazioni temporanee spetta al Tribunale che ha originariamente applicato la misura, in questo caso Agrigento. Questo assicura che il giudice con maggiore conoscenza del caso decida.
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Competenza territoriale misure di prevenzione: prevale il reato
Un cittadino ha proposto ricorso contro il provvedimento che gli imponeva la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per un anno. Il ricorrente sosteneva che il tribunale competente dovesse essere quello della propria residenza anagrafica e non quello del luogo di commissione dei presunti illeciti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione. La Suprema Corte ha chiarito che la competenza territoriale misure di prevenzione si determina in base al luogo di manifestazione attuale e concreta della pericolosità sociale del soggetto, ossia dove sono stati commessi i reati più gravi e recenti, e non sulla base della semplice dimora civilistica. Di conseguenza, è stata confermata la competenza dei giudici milanesi con condanna del ricorrente alle spese e al versamento di una sanzione pecuniaria.
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Competenza Misure di Prevenzione: non la residenza ma la pericolosità
Un soggetto, ritenuto socialmente pericoloso per atti persecutori, ha contestato la sorveglianza speciale disposta dal Tribunale di Venezia, sostenendo che la competenza fosse del Tribunale di Prato, suo luogo di residenza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sulla competenza territoriale misure di prevenzione: non conta la dimora del soggetto, ma il luogo dove la sua pericolosità sociale si manifesta con maggiore intensità. In questo caso, il luogo di residenza della vittima. La decisione del Tribunale di Venezia è stata quindi confermata.
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