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Comitato dei creditori

Definizione

Organo della procedura fallimentare composto da rappresentanti dei creditori, con funzioni di vigilanza e consultive sull'operato del curatore.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Concordato fallimentare: svalutazione dei beni o tutela reale?
Una società immobiliare fallita ha impugnato l'omologazione del concordato fallimentare proposto da un creditore, sostenendo che la stima dei propri beni immobili fosse stata svalutata del 20% e che l'accordo fosse abusivo, generando un ingiusto profitto per il proponente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la validità della procedura. I giudici hanno stabilito che la riduzione del valore dei beni è giustificata dal rischio delle vendite all'asta e che il concordato fallimentare non è abusivo se garantisce il soddisfacimento immediato e integrale dei creditori, a fronte di un rischio d'impresa assunto dal proponente.
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Carenza di interesse nel ricorso: gli effetti del fallimento
Una società operante nel settore della produzione di oli ha impugnato diversi avvisi di accertamento relativi a imposte non versate (IRES, IRAP e IVA). Durante il giudizio in Cassazione, la società è stata dichiarata fallita. Il curatore fallimentare ha depositato una rinuncia formale al ricorso, che tuttavia è risultata priva della necessaria autorizzazione del comitato dei creditori prevista dalla legge. La Suprema Corte ha stabilito che, sebbene la rinuncia non sia idonea a determinare l'estinzione automatica del processo, essa manifesta in modo inequivocabile una carenza di interesse nel ricorso sopravvenuta. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha inoltre escluso il pagamento del doppio contributo unificato poiché la causa di inammissibilità è sorta dopo la presentazione del ricorso.
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Carenza di interesse ad agire: tra rinuncia nulla e ricorso chiuso
Una società operante nel settore oleario impugnava avvisi di accertamento per IRES, IRAP e IVA. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la società veniva dichiarata fallita durante il giudizio di Cassazione. Il Curatore fallimentare depositava una dichiarazione di rinuncia al ricorso, ma ometteva di richiedere la preventiva autorizzazione del comitato dei creditori prescritta dalla legge. La Suprema Corte ha rilevato che tale omissione impedisce l'estinzione formale del processo. Tuttavia, la volontà espressa dal Curatore manifesta una chiara carenza di interesse ad agire. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile per il venir meno dell'utilità della decisione, compensando le spese di lite tra le parti ed escludendo il versamento del doppio contributo unificato poiché la causa di inammissibilità è sorta successivamente alla presentazione del ricorso.
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Proposta di concordato fallimentare: oneri e termini
Una società ha presentato una proposta di concordato fallimentare, ma è stata dichiarata improcedibile perché il comitato dei creditori aveva già scelto un'altra offerta. La Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando l'onere del proponente di monitorare la procedura e la corretta applicazione delle norme sui termini di presentazione.
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