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Colloqui

Definizione

Termine giuridico che indica le visite che i detenuti possono ricevere da familiari, conviventi o terze persone autorizzate all'interno dell'istituto penitenziario.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Colloqui detenuti: tutela dei legami familiari
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che negava l'autorizzazione ai colloqui detenuti tra un indagato e la propria compagna. Il diniego era stato motivato dal GIP con un generico rischio di inquinamento probatorio, nonostante la fase delle indagini preliminari fosse già conclusa. La Suprema Corte ha ribadito che il diritto ai colloqui con i familiari gode di una tutela rafforzata e che ogni limitazione deve essere supportata da motivazioni specifiche, concrete e non meramente ipotetiche.
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Colloqui in carcere: obbligatorio il parere del PM
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del GIP che negava l'autorizzazione ai colloqui in carcere a un indagato. Il diniego era stato motivato dalla genericità della richiesta, che non specificava i nomi dei familiari. La Suprema Corte ha stabilito che il diritto ai colloqui in carcere è un diritto fondamentale della personalità che non può essere compresso senza motivazioni specifiche legate alla sicurezza. Inoltre, ha rilevato una nullità procedurale: durante le indagini preliminari, il GIP non può decidere su tali istanze senza aver prima acquisito il parere obbligatorio del Pubblico Ministero.
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Colloqui detenuti 4-bis: no al regime più favorevole
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto condannato per reati ostativi (art. 4-bis Ord. pen.) che, a seguito della revoca del regime speciale del 41-bis, chiedeva di beneficiare di un regime di visite più favorevole. La Suprema Corte ha stabilito che la disciplina applicabile è quella, più restrittiva, prevista per i **colloqui detenuti 4-bis**, e non quella per i detenuti comuni. Il passaggio dal 41-bis al regime ordinario per reati ostativi non costituisce una 'regressione trattamentale' che giustifichi l'applicazione di norme pregresse più vantaggiose.
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Colloqui con convivente: l’autocertificazione è prova
La Corte di Cassazione ha annullato il decreto di un Giudice che negava i colloqui in carcere tra un detenuto e la sua compagna. Il Giudice aveva ritenuto non provata la convivenza, nonostante la presentazione di un'autocertificazione e di un certificato di residenza. La Suprema Corte ha stabilito che tali documenti sono prove sufficienti per autorizzare i colloqui con il convivente e che un eventuale diniego deve basarsi su elementi concreti e specifici, non su una motivazione generica e carente come quella del provvedimento impugnato.
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