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Codice Antimafia (d.lgs. 159/2011)

Definizione

L'insieme di leggi italiane che regolano le misure di prevenzione contro la criminalità organizzata, inclusi il sequestro e la confisca dei patrimoni illeciti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Licenziamento azienda sequestrata: vince l’impresa, perde il lavoratore
Un lavoratore impugna il recesso dal rapporto di lavoro deciso dagli amministratori giudiziari dopo che la sua azienda è stata sottoposta a sequestro preventivo. Sostiene che le norme speciali del Codice Antimafia non si applichino a lui, non avendo legami con i reati contestati. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, stabilendo un principio chiave sul licenziamento in un'azienda sequestrata: la decisione di interrompere il rapporto di lavoro non richiede che il dipendente rientri in specifiche categorie soggettive di 'rischio'. È sufficiente che il recesso sia autorizzato dal giudice per motivi legati alla gestione dell'impresa, come l'ordine pubblico o la riorganizzazione aziendale. Di conseguenza, il licenziamento è stato ritenuto legittimo.
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Yacht venduto e poi assolto: no alla restituzione per equivalente
Una società, dopo l'assoluzione in un processo penale per evasione fiscale, ha chiesto la restituzione per equivalente di uno yacht sequestrato e venduto durante il procedimento. La società sosteneva che il prezzo di vendita fosse inferiore al valore reale del bene. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo un principio importante: la restituzione per equivalente, prevista dal Codice Antimafia, si applica solo ai beni confiscati e non a quelli sottoposti a semplice sequestro preventivo. Di conseguenza, in caso di assoluzione, il proprietario ha diritto unicamente al ricavato della vendita, non a una somma pari al valore di stima del bene.
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Accertamento crediti sequestro antimafia: vince il tribunale civile
Una società debitrice, colpita da sequestro preventivo per reati di riciclaggio, si opponeva a un decreto ingiuntivo ottenuto da una compagnia di assicurazioni. La debitrice sosteneva che il credito dovesse essere verificato solo tramite la procedura speciale prevista dalla legge antimafia. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi. Ha stabilito un principio fondamentale: la procedura speciale di accertamento crediti sequestro antimafia non si applica con il solo sequestro, ma è attivata solo dopo un provvedimento di confisca. Di conseguenza, il creditore ha agito correttamente rivolgendosi al giudice civile ordinario per ottenere il pagamento. La compagnia di assicurazioni vince la causa.
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Omessa comunicazione patrimoniale: condanna nonostante l’atto pubblico
Un soggetto, già condannato per associazione di tipo mafioso, viene processato per il reato di omessa comunicazione variazioni patrimoniali. Egli non aveva dichiarato l'acquisto di un immobile, sostenendo che la pubblicità dell'atto notarile fosse sufficiente. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, confermando la condanna. I giudici hanno stabilito un principio chiaro: la pubblicità legale di un atto, come una compravendita, non sostituisce l'obbligo personale e diretto di informare le autorità di polizia competenti. La sentenza ribadisce che l'obbligo di comunicazione è un dovere specifico che serve a garantire un controllo costante sui patrimoni di soggetti considerati socialmente pericolosi.
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