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Clausola appositiva del termine

Definizione

La parte del contratto di lavoro che stabilisce una data di scadenza. Se è illegittima, il contratto si considera a tempo indeterminato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Contratto a termine illegittimo: causale vaga e reintegra
Un lavoratore ha impugnato l'ultimo di una serie di contratti di lavoro, sostenendo l'illegittimità della scadenza fissata. La Corte d'Appello ha dichiarato il contratto a termine illegittimo poiché la causale indicata dall'azienda era troppo generica e non specificava le reali mansioni del dipendente. Inoltre, le difese dell'azienda in giudizio differivano da quanto scritto nel contratto. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso della società datrice di lavoro. Di conseguenza, l'azienda deve riassumere il lavoratore a tempo indeterminato e versargli l'indennità risarcitoria prevista dalla legge.
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Contratto a termine nullo: l’azienda perde e assume la dipendente
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contratto a termine stipulato tra una nota compagnia aerea e una lavoratrice. I giudici di merito avevano accertato la nullità della clausola che fissava la scadenza del rapporto di lavoro, poiché la motivazione indicata dall'azienda era troppo generica e non rispettava i requisiti di legge. Di conseguenza, il rapporto è stato trasformato in un contratto a tempo indeterminato e la società è stata condannata a pagare un'indennità risarcitoria pari a sei mensilità. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della compagnia aerea, ribadendo che l'indicazione della causale deve essere specifica, dettagliata e verificabile, e ha confermato la condanna dell'azienda al pagamento delle spese legali.
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Indennità contratto a termine: condanna generica o specifica?
Una lavoratrice ottiene la conversione del suo contratto a termine in indeterminato. La Corte d'Appello le riconosce un'indennità risarcitoria ma in forma generica (tre mensilità), nonostante la sua richiesta di un calcolo preciso basato sulla retribuzione effettiva. La Cassazione accoglie il ricorso della lavoratrice, stabilendo un principio fondamentale: se la parte chiede la quantificazione esatta del danno, il giudice non può limitarsi a una condanna generica. Deve calcolare l'importo specifico. La sentenza chiarisce quindi l'obbligo del giudice di pronunciarsi puntualmente sull'ammontare dell'indennità risarcitoria contratto a termine quando richiesto.
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