La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a due anni di reclusione per un uomo che, dopo un'aggressione subita dal suocero, ha sparato un colpo di pistola invece di allertare le forze dell'ordine. L'imputato ha inoltre tentato di sviare le indagini consegnando alla polizia un'arma diversa da quella usata. I giudici hanno negato la concessione delle circostanze attenuanti generiche a causa del comportamento ostruzionistico e della gravità del fatto, aggravato da un'altra pendenza penale. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, ribadendo che la valutazione sulla gravità del reato e sulla personalità del reo spetta esclusivamente al giudice di merito. Di conseguenza, l'imputato perde definitivamente il ricorso e viene condannato a pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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