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Certezza del costo

Definizione

Un principio fiscale secondo cui, per essere deducibile, un costo deve essere certo e oggettivamente determinabile. La sua esistenza deve derivare da un titolo giuridico valido.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Deducibilità dei costi aziendali: non basta la fattura
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società la deducibilità dei costi aziendali relativi a compensi professionali fatturati dal socio amministratore, ritenendoli privi dei requisiti di certezza e determinabilità. I giudici di secondo grado avevano accolto le ragioni dell'impresa, valorizzando la perizia tecnica e l'effettiva esecuzione di numerosi interventi sanitari. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso del Fisco. I giudici hanno chiarito che la sola esistenza delle prestazioni e la congruità economica della spesa non bastano. Per ammettere la deduzione fiscale dei compensi integrativi 'una tantum', l'impresa deve dimostrare l'avvenuto impegno societario e i criteri oggettivi prefissati di calcolo entro l'esercizio, superando la semplice fatturazione o la discrezionalità delle parti.
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Appalto Fittizio: Costi Indeducibili Anche se il Lavoro è Reale
Un'azienda di costruzioni utilizzava fatture emesse da società 'cartiere' per mascherare una somministrazione illecita di manodopera. La Corte di Cassazione ha stabilito la totale indeducibilità dei costi derivanti da questo appalto fittizio. Anche se i lavoratori avevano effettivamente svolto le prestazioni, il contratto di appalto era una finzione. Questa nullità del titolo giuridico fa venir meno il requisito della 'certezza' del costo, rendendolo non scaricabile ai fini IRES. La Corte ha inoltre confermato che il raddoppio dei termini di accertamento fiscale è legittimo quando c'è l'obbligo di denuncia penale, a prescindere dall'esito del procedimento penale stesso (in questo caso, archiviato). L'Agenzia delle Entrate vince la causa su questo principio.
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Incentivo all’esodo: tra data della firma e certezza del costo
Una società consortile ha impugnato un avviso di accertamento riguardante la deduzione di un **incentivo all'esodo** pagato a un dirigente. L'Agenzia delle Entrate sosteneva che il costo dovesse essere imputato interamente all'anno della firma dell'accordo (2006), mentre la società aveva dedotto una parte nel 2007, anno di effettiva cessazione del rapporto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, rilevando che la presenza di un termine iniziale di efficacia al 1° gennaio 2007 rendeva il costo certo e determinabile solo da quella data. Prima di tale termine, eventi come il decesso o le dimissioni del dirigente avrebbero potuto annullare l'obbligo. La sentenza chiarisce che la competenza fiscale segue l'efficacia giuridica dell'accordo e non la semplice data della sua sottoscrizione.
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Onere della prova costi: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18144/2025, ha riaffermato un principio cardine in materia fiscale: l'onere della prova sui costi deducibili grava sempre sul contribuente. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente invertito tale onere, addossando all'Agenzia delle Entrate il compito di dimostrare la mancata ultimazione di lavori a fronte di un costo significativo ma privo di fattura. La sentenza chiarisce che il contribuente deve fornire prova positiva della certezza e inerenza dei costi che intende dedurre.
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