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Centro Trasmissione Dati (Ctd)

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Provvedimenti

Imposta Unica scommesse: CTD non tassabile prima del 2011
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2153/2024, ha stabilito che i Centri Trasmissione Dati (CTD) non sono soggetti passivi dell'Imposta Unica scommesse per le annualità d'imposta precedenti al 2011. La decisione si fonda su una precedente sentenza della Corte Costituzionale (n. 27/2018) che ha dichiarato illegittima l'estensione retroattiva della responsabilità fiscale a tali intermediari. Per il periodo in esame (anno 2007), l'unico soggetto tenuto al pagamento del tributo è il bookmaker, con o senza concessione, e non il centro che si limita a raccogliere le giocate.
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Definizione agevolata: estinzione giudizio tributario
Due contribuenti, soci di una società di scommesse, hanno impugnato una sentenza tributaria sfavorevole. In Cassazione, hanno richiesto la definizione agevolata del contenzioso ai sensi della L. 197/2022. La Corte, verificata l'adesione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32986/2024, ha respinto il ricorso di un centro trasmissione dati e di un bookmaker estero, confermando la loro responsabilità solidale per il pagamento dell'imposta unica scommesse relativa agli anni 2011 e 2012. La Corte ha stabilito che, a partire dal 2011, la normativa permetteva agli intermediari di rinegoziare i contratti per traslare l'onere fiscale sul bookmaker, rendendo legittima l'imposizione. Sono stati rigettati anche i motivi relativi a vizi procedurali e presunte violazioni del diritto UE.
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Imposta unica scommesse: bookmaker estero e sanzioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33838/2024, ha stabilito che un bookmaker estero, operante in Italia tramite Centri Trasmissione Dati (CTD), è soggetto passivo dell'imposta unica sulle scommesse, anche in assenza di concessione. La Corte ha confermato la legittimità della pretesa fiscale per l'anno 2010, rigettando le eccezioni di violazione del diritto nazionale ed europeo. Tuttavia, ha accolto il motivo relativo alle sanzioni, annullandole in ragione della condizione di 'obiettiva incertezza normativa' esistente all'epoca dei fatti, prima dell'entrata in vigore della norma interpretativa del 2010.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
Una società di scommesse estera, operante in Italia senza concessione, ha impugnato un avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando la sua piena responsabilità fiscale per l'anno 2012. La Corte ha stabilito che, per le annualità dal 2011 in poi, l'imposta è dovuta in solido sia dal bookmaker estero che dall'intermediario locale (CTD), in conformità con il diritto dell'Unione Europea e le precedenti sentenze della Corte Costituzionale. Il controricorso dell'Agenzia Fiscale è stato invece dichiarato inammissibile.
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Imposta unica scommesse: Cassazione e operatori esteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7673/2025, ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera contro un avviso di accertamento relativo all'imposta unica scommesse per l'anno 2015. La Corte ha stabilito la piena legittimità dell'imposizione anche per gli operatori privi di concessione statale che raccolgono gioco in Italia. È stata inoltre confermata la costituzionalità del metodo di determinazione presuntiva della base imponibile, pari al triplo della media provinciale della raccolta, qualora l'operatore non abbia aderito al regime di regolarizzazione. La presunzione, secondo la Corte, non è assoluta ma relativa, consentendo al contribuente di fornire prova contraria.
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Regolarizzazione Fiscale Scommesse: Nuova Sentenza
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della regolarizzazione fiscale scommesse. Un bookmaker aveva aderito alla procedura sanando la propria posizione, ma un suo centro scommesse affiliato (CTD) no. L'Agenzia delle Dogane ha quindi ritenuto il bookmaker solidalmente responsabile per le imposte non versate dal CTD. La Cassazione ha dato ragione all'Agenzia, affermando che la regolarizzazione del solo bookmaker non è sufficiente se anche il CTD non completa tutti i passaggi previsti dalla legge, inclusa l'adesione. La responsabilità solidale del bookmaker, pertanto, rimane.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un operatore di scommesse estero che contestava l'applicazione dell'imposta unica scommesse per gli anni 2009, 2010 e 2011. L'ordinanza conferma la legittimità dell'imposta per gli operatori stranieri che raccolgono gioco in Italia, ritenendola non discriminatoria e compatibile con il diritto UE. Tuttavia, la Corte ha accolto parzialmente il ricorso, annullando le sanzioni relative agli anni 2009 e 2010 a causa della condizione di 'obiettiva incertezza normativa' esistente prima della legge interpretativa del 2010, che ha chiarito l'ambito di applicazione del tributo.
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Imposta unica scommesse: chi paga prima del 2011?
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse relativo all'anno 2007 a carico di un centro trasmissione dati. Seguendo una precedente sentenza della Corte Costituzionale, i giudici hanno stabilito che, per i periodi d'imposta antecedenti al 2011, il titolare del centro non è il soggetto passivo del tributo. La responsabilità ricade sul bookmaker, poiché il gestore del centro non aveva la possibilità di trasferire contrattualmente il carico fiscale.
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