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Cenestesi lavorativa

Definizione

Danno non patrimoniale che consiste nella maggiore usura, fatica e difficoltà incontrate nello svolgimento della propria attività lavorativa a seguito di una lesione fisica.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Danno capacità lavorativa: prova e risarcimento
Un paziente cita in giudizio un'azienda ospedaliera per un intervento di angioplastica eseguito in ritardo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, si pronuncia sul risarcimento del danno capacità lavorativa. Viene stabilito che la sola perizia medico-legale, che attesta una percentuale di invalidità, non è sufficiente a provare il danno patrimoniale. Il danneggiato ha l'onere di dimostrare concretamente il lavoro svolto in precedenza e la conseguente perdita economica subita. In assenza di tale prova, la richiesta di risarcimento per la perdita di reddito viene respinta.
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Personalizzazione danno biologico: la sentenza di Firenze
Una donna di 32 anni, investita su strisce pedonali, ottiene un risarcimento che va oltre le tabelle standard. Il Tribunale di Firenze ha applicato la personalizzazione del danno biologico, riconoscendo l'impatto specifico dell'incidente sulla vita relazionale, lavorativa ed estetica della vittima. La sentenza distingue tra danno biologico base, danno morale e le conseguenze 'peculiari' che giustificano un aumento del risarcimento, come il danno estetico e la maggiore fatica nello svolgere il lavoro (cenestesi lavorativa).
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Responsabilità datore di lavoro: analisi di un caso
Un lavoratore subisce un grave infortunio cadendo da un ponteggio non a norma. Il Tribunale di Firenze ha affermato la responsabilità solidale del datore di lavoro (committente) e del capocantiere (fornitore dell'attrezzatura), escludendo il concorso di colpa del lavoratore. La sentenza analizza in dettaglio la quantificazione del danno, i limiti della rivalsa dell'ente previdenziale e l'inoperatività della polizza assicurativa a causa di violazioni di legge da parte dell'azienda.
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Spese legali stragiudiziali: quando l’assicurazione paga
Una passeggera, vittima di un sinistro stradale, ha impugnato la sentenza di primo grado chiedendo un risarcimento maggiore. La Corte d'Appello ha respinto le richieste relative alla personalizzazione del danno biologico ma ha accolto la domanda di rimborso delle spese legali stragiudiziali, stabilendo che l'assicurazione deve pagarle quando l'assistenza di un avvocato si dimostra necessaria e il pagamento è documentato.
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