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Cause di prelazione

Definizione

L'ordine gerarchico stabilito dalla legge con cui i creditori devono essere pagati. I creditori con prelazione (privilegiati, pignoratizi, ipotecari) hanno diritto a essere soddisfatti prima dei creditori chirografari.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Concordato preventivo in continuità: stop ai piani irrealizzabili
Una cooperativa agricola ha richiesto l'ammissione alla procedura di concordato preventivo in continuità per ristrutturare i propri debiti. Il Tribunale ha dichiarato inammissibile la proposta a causa di gravi lacune nel piano economico, alterazioni dei privilegi dei creditori e incertezze sulla vendita degli immobili. La Corte d'Appello ha confermato la decisione, dichiarando il fallimento della società. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dei soci e dei partner commerciali, confermando che il giudice ha il potere di controllare direttamente la fattibilità economica del piano quando questo appare palesemente irrealizzabile. I ricorrenti sono stati condannati a pagare le spese di giudizio.
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Bancarotta fraudolenta preferenziale: soci favoriti o creditori?
L'Amministratore di una società fallita è stato condannato per bancarotta fraudolenta preferenziale e falso in bilancio. Egli aveva restituito finanziamenti a una socia e pagato il proprio compenso durante lo stato di insolvenza, preferendo questi pagamenti rispetto ad altri creditori. Inoltre, non aveva svalutato crediti inesigibili nel bilancio, nascondendo il dissesto economico. L'Amministratore ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo che i pagamenti servivano a salvare l'azienda e che si era fidato del commercialista per il bilancio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che restituire i soldi ai soci prima degli altri creditori configura il reato, e che gli accordi privati di restituzione immediata sono nulli. L'Amministratore perde la causa e deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Accordo ristrutturazione debiti: fallimento se manca il 60%
La Corte di Cassazione ha confermato il fallimento di un'azienda che aveva presentato una proposta di accordo di ristrutturazione dei debiti. La proposta è stata giudicata inammissibile perché l'azienda non ha dimostrato di avere trattative in corso con creditori che rappresentassero almeno il 60% del totale dei debiti, requisito fondamentale previsto dalla legge. La documentazione presentata, infatti, mostrava che il creditore principale non raggiungeva da solo tale soglia e non c'era prova di ulteriori negoziazioni. Di fronte a questa mancanza e su istanza di un creditore, i giudici hanno dichiarato il fallimento, sottolineando l'importanza di rispettare questo presupposto per accedere alla procedura.
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Concordato in continuità: la Cassazione riesamina
Una società in concordato in continuità si è vista respingere il piano dalla Corte d'Appello perché destinava i flussi di cassa futuri ai creditori chirografari prima di soddisfare integralmente i privilegiati. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8491/2024, non ha deciso nel merito ma ha ritenuto la questione di tale importanza da rimettere la causa in pubblica udienza, aprendo a un possibile ripensamento della giurisprudenza sul tema del concordato in continuità.
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