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Causa Di Non Punibilità Per Particolare Tenuità Del Fatto

Definizione

Istituto giuridico previsto dall'art. 131-bis del codice penale che esclude la punibilità per reati per i quali è prevista una pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni, quando l'offesa è di particolare tenuità e il comportamento non è abituale.

Orientamento della Cassazione

Su LexCED 70 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 76% dei casi il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Esito del ricorso

  • Accolto, anche in parte 8%
  • Rigettato 15%
  • Inammissibile 76%
  • Altro 2%

Provvedimenti per anno

2022 2023 2024 2025 2026

Sezioni

  • Penale Sez. 772%
  • Penale Sez. 215%
  • Penale Sez. 613%

Precedenti più richiamati

  • Cass. 10481/2022in 4 provvedimenti
  • Cass. S.U. 36551/2010in 3 provvedimenti
  • Cass. 55107/2018in 4 provvedimenti
  • Cass. S.U. 13681/2016in 6 provvedimenti
  • Cass. 39566/2017in 3 provvedimenti

Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Reddito di cittadinanza: condannato per moglie e figlio nascosti
Un cittadino ha presentato domanda per ottenere il Reddito di cittadinanza omettendo la presenza nel nucleo familiare della moglie e del figlio maggiorenne con reddito. L'omissione ha consentito la riscossione indebita di circa 3.000 euro, a fronte di un importo spettante di appena 124 euro. I giudici hanno condannato l'uomo a un anno e quattro mesi di reclusione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato. La Suprema Corte ha escluso la particolare tenuità dell'offesa a causa dei precedenti penali specifici e dell'importo intascato. I giudici hanno inoltre confermato la piena consapevolezza del dolo, finalizzato a intascare un sussidio sproporzionato rispetto al reale stato economico della famiglia.
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Circolo privato e raccolta abusiva di scommesse: condanna finale
Il titolare di un circolo privato ha subito una condanna a sei mesi di reclusione per il reato di raccolta abusiva di scommesse. Le forze dell'ordine hanno rinvenuto nel locale computer collegati a un allibratore estero privo di concessione statale e quarantatré ricevute di puntate sportive. L'imputato ha presentato ricorso per cassazione contestando la propria responsabilità e lamentando il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto e delle attenuanti generiche. I Supremi Giudici hanno dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. L'imputato ha riproposto gli stessi argomenti già motivatamente disattesi in appello senza apportare critiche specifiche. Inoltre, la presenza di terminali informatici e l'emissione continuativa di giocate provano una stabile organizzazione illecita, resa ancor più grave dai precedenti penali del responsabile.
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Tentato Furto Aggravato: La Cassazione e la Tenuità del Fatto
La Cassazione ha esaminato il caso di tre imputati condannati per tentato furto aggravato di parti di auto da un deposito. Due di loro erano stati condannati anche per resistenza e lesioni a pubblici ufficiali, e uno per inosservanza della sorveglianza speciale. Il terzo imputato era stato condannato anche per porto di coltello. La Corte d'Appello aveva confermato le condanne. La Suprema Corte ha rigettato i ricorsi dei primi due imputati, confermando le loro responsabilità. Ha invece accolto parzialmente il ricorso del terzo imputato, annullando la sentenza nella parte in cui gli negava la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto per il furto e il porto del coltello, rinviando il caso a una nuova valutazione.
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Ricettazione: l’omissione sulla provenienza dei beni condanna
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un Lavoratore condannato per il reato di ricettazione. Il Lavoratore contestava l'esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e la mancata derubricazione del reato. La Corte ha confermato la condanna, ritenendo che il valore dei beni (cavalli) non consentisse la tenuità del fatto e che l'omessa spiegazione sull'origine dei beni provasse il dolo (intenzione) di ricettazione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, e il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Resistenza a pubblico ufficiale: veemenza e condanna
Un cittadino ha proposto ricorso in Cassazione contro la condanna per il delitto di resistenza a pubblico ufficiale. L'imputato sosteneva l'assenza di violenza o minaccia, invocava la reazione ad atti arbitrari delle forze dell'ordine e chiedeva la non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. I giudici hanno chiarito che non è possibile richiedere una nuova valutazione delle prove in sede di legittimità. Inoltre, la durata prolungata e la forte veemenza della condotta aggressiva hanno creato serie difficoltà operative agli agenti intervenuti, escludendo qualsiasi lieve entità. L'uomo è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Spaccio di droga: il ruolo di “vedetta” configura Concorso nel reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di due soggetti per il reato di spaccio di stupefacenti. Il primo imputato aveva ceduto droga in cambio di denaro, mentre il secondo aveva agito come "vedetta", facilitando il reato. I due avevano presentato ricorso, contestando l'assenza di prove per l'accusa, la mancata applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, ribadendo che il concorso nel reato di spaccio include anche chi fornisce un contributo agevolatore e che la tenuità del fatto non si applica automaticamente al reato di spaccio, specialmente con sostanze pericolose. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende.
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Soglia di casa o via di fuga? La Cassazione conferma l’evasione dagli arresti domiciliari.
Un Lavoratore, sottoposto a arresti domiciliari, è stato condannato per evasione dagli arresti domiciliari. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna dopo che il Lavoratore era stato sorpreso sulla soglia del portone d'ingresso del condominio, intento a parlare con un'altra persona. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Lavoratore. Ha ribadito che l'abitazione, ai fini degli arresti domiciliari, esclude le aree comuni del condominio. Ha anche escluso l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, considerando la condotta e la persona incontrata. La condanna è stata quindi confermata.
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Ricorso Penale Inammissibile: Quando la Tenuità del Fatto non Basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale presentato da un Lavoratore. Il Lavoratore aveva impugnato una sentenza della Corte d'Appello, chiedendo il riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso generico e volto a ottenere una nuova valutazione dei fatti, operazione non consentita in Cassazione. Di conseguenza, il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Minaccia a pubblico ufficiale: condanna confermata dalla Cassazione
Un cittadino ha minacciato le forze dell'ordine durante un controllo su strada, menzionando dettagli della loro vita privata per intimidirli e bloccare le verifiche. I giudici di merito hanno condannato l'imputato, escludendo sia la particolare tenuità del fatto sia la sospensione condizionale della pena. L'uomo ha proposto ricorso per cassazione contestando la valutazione della sua responsabilità penale. La Suprema Corte ha confermato la condanna, dichiarando il ricorso inammissibile. Il delitto di minaccia a pubblico ufficiale sussiste anche se il controllo di polizia non viene materialmente impedito, poiché conta l'idoneità intimidatoria delle parole pronunciate. L'imputato deve pagare le spese legali e tremila euro alla cassa delle ammende.
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Esclusione non punibilità per tenuità del fatto: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per aver portato fuori dalla propria abitazione numerosi strumenti atti ad offendere. La decisione ha confermato l'esclusione della non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall'articolo 131-bis c.p., a causa della gravità oggettiva del fatto e del comportamento abituale del soggetto. Il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Sospensione Condizionale della Pena: Cassazione Rivede il Diniego
Un individuo è stato condannato per lesioni personali aggravate e minaccia. Ha aggredito un altro con un'arma impropria, causando lesioni. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la validità delle prove, il diniego della particolare tenuità del fatto, il mancato riconoscimento della provocazione e il rifiuto della Sospensione condizionale della pena. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza solo per la parte relativa alla Sospensione condizionale della pena, rinviando il caso per un nuovo esame su questo punto. Ha dichiarato inammissibile il ricorso per tutti gli altri motivi.
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Omessa Pronuncia Giudice Appello: Quando la Cassazione Annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello. La Corte d'Appello aveva condannato un'imputata per tentato furto aggravato, riducendo la pena. Tuttavia, la Corte d'Appello aveva omesso di pronunciarsi su richieste specifiche dell'imputata, come il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e la sospensione condizionale della pena. Questa **omessa pronuncia giudice appello** costituisce un vizio di motivazione. La Cassazione ha quindi rinviato il caso per un nuovo esame.
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Ricorso Inammissibile: La Tenuità del Fatto Non Salva dalla Condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato, confermando la condanna precedente. L'imputato aveva posto in essere una condotta violenta sulle cose, in relazione all'esecuzione di un sequestro. Il ricorso mirava a una diversa ricostruzione dei fatti e a ottenere il riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha ritenuto le argomentazioni generiche e non confrontabili con le sentenze precedenti, ribadendo la gravità della condotta. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Tentato furto aggravato: violenza sulle cose anche se il reato fallisce
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un Lavoratore condannato per tentato furto aggravato dalla violenza sulle cose. La Corte d'Appello aveva confermato la responsabilità penale. Il Lavoratore contestava l'applicazione dell'aggravante e la mancata concessione della non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che l'aggravante della violenza sulle cose sussiste anche nel tentato furto, se la violenza si sarebbe verificata a reato consumato. Ha inoltre confermato che la tenuità del fatto non era applicabile, considerando la gravità della condotta.
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Lesioni: La Causa di non punibilità per tenuità del fatto non basta
Un Lavoratore è stato condannato per lesioni personali. Ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la valutazione delle prove, il mancato riconoscimento della **causa di non punibilità per tenuità del fatto** e la subordinazione della sospensione condizionale della pena al pagamento di una provvisionale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le contestazioni sulle prove fossero generiche. Ha confermato che la Corte d'Appello aveva correttamente escluso la tenuità del fatto, anche per la mancanza di pentimento. Ha inoltre stabilito che la difesa non aveva fornito prove specifiche sulle difficoltà economiche per la provvisionale. Il Lavoratore ha perso il ricorso e deve pagare le spese processuali.
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Non Punibilità per Tenuità del Fatto: Abitualità Preclude il Beneficio
Un Individuo è stato condannato per resistenza a pubblico ufficiale e mancata identificazione. Ha proposto ricorso in Cassazione, chiedendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, sostenendo che il suo comportamento non fosse abituale e l'offesa minima. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che la non punibilità per particolare tenuità del fatto non si applica, data l'abitualità della condotta dell'Individuo, desunta dai suoi numerosi precedenti penali. L'Individuo dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende.
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Tenuità del fatto: Ricorso inammissibile, spese e ammende per il Lavoratore
Un Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione contestando una sentenza d'appello che non aveva riconosciuto la **tenuità del fatto**. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno ritenuto il motivo non sollevato in appello e troppo generico rispetto alla sentenza impugnata, che aveva già implicitamente escluso la non punibilità per la gravità del fatto. Di conseguenza, il Lavoratore deve pagare le spese processuali e una somma di 3000 euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione non riesamina i fatti
Un Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza d'appello che lo riteneva responsabile di un reato. Il Lavoratore contestava la sua responsabilità, la presenza del dolo (l'intenzione di commettere il reato) e la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto i motivi troppo generici e volti a chiedere una nuova valutazione dei fatti, cosa non permessa in Cassazione. Il Lavoratore è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Evasione e Causa di non punibilità: la Cassazione conferma la condanna
Un Condannato ha presentato ricorso contro la sentenza d'Appello che lo ha ritenuto colpevole del reato di evasione. Il Condannato si era allontanato di notte, nonostante fosse sottoposto a controllo elettronico. La Corte d'Appello aveva escluso la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, ritenendo la condotta non di scarsa offensività. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la logicità e completezza della motivazione della Corte d'Appello. Quest'ultima aveva correttamente valutato i fatti, escludendo l'applicazione dell'art. 131-bis c.p.
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Ricettazione di Merce Contraffatta: La Cassazione Conferma la Condanna
Un uomo è stato condannato per la ricettazione di merce contraffatta, ovvero 117 magliette con marchi falsi. La Corte d'Appello ha confermato la condanna, riducendo la pena. L'Imputato ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la prova della contraffazione, la sua consapevolezza della provenienza illecita dei beni (dolo), e il mancato riconoscimento della non punibilità per tenuità del fatto. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la prova della contraffazione può derivare dalla testimonianza di esperti e che il dolo può essere desunto da elementi come la mancanza di documenti fiscali e la vendita a prezzi stracciati. La Corte ha così confermato la condanna per ricettazione di merce contraffatta.
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