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capacità diffusiva

Definizione

L'idoneità dell'attività illecita a raggiungere un numero elevato di tossicodipendenti o acquirenti sul territorio.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Spaccio di lieve entità: l’organizzazione nega lo sconto di pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due soggetti condannati per spaccio di stupefacenti. I ricorrenti chiedevano la riqualificazione del fatto nella fattispecie di spaccio di lieve entità. La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, escludendo l'attenuante. I giudici hanno valorizzato l'organizzazione dell'attività illecita, svolta in pieno giorno con una precisa suddivisione dei ruoli all'interno di una nota piazza di spaccio. Tali elementi, uniti alla reiterazione della condotta e alla notevole capacità diffusiva sul territorio, impediscono di considerare il fatto come di minore gravità. Di conseguenza, i ricorsi sono stati rigettati con condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Lieve entità spaccio: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per detenzione di marijuana, negando la riqualificazione del fatto come lieve entità spaccio. Nonostante le doglianze della difesa, i giudici hanno confermato che l'elevato numero di dosi ricavabili (misurabili in centinaia) e l'esistenza di una rudimentale ma efficace organizzazione escludono la minima offensività. La decisione sottolinea che la lieve entità spaccio può essere riconosciuta solo in assenza di indici negativi assorbenti, quali la capacità di rifornimento superiore e i precedenti penali specifici del reo.
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Lieve entità: quando lo spaccio non è lieve
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un imputato condannato per detenzione di cocaina, negando la riqualificazione del fatto come lieve entità. Nonostante la difesa invocasse l'uso personale e l'acquisto tramite fondi ereditari, i giudici hanno confermato la gravità della condotta. La decisione si fonda sul dato ponderale della sostanza, idonea a confezionare centinaia di dosi, e sul possesso di strumenti per la pesatura e il confezionamento, indici di un'attività di spaccio organizzata e non occasionale.
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