Una società si vede negare la detrazione IVA per il presunto coinvolgimento in una frode fiscale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 700/2024, cassa la decisione di merito che aveva dato ragione all'azienda, stabilendo un principio chiave: in presenza di indizi, è errata la valutazione atomistica delle prove. Il giudice deve, al contrario, procedere a un esame complessivo e incrociato di tutti gli elementi per accertare la consapevolezza della frode. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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