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Canone Installazione Mezzi Pubblicitari

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Canone installazione mezzi pubblicitari: Comune vince su società
Il Comune ha emesso avvisi di accertamento contro una società per il parziale pagamento del Canone installazione mezzi pubblicitari (CIMP). I giudici di merito hanno annullato gli atti ritenendo che le tariffe superassero il limite di legge del 25% rispetto alla vecchia imposta sulla pubblicità (ICP). La Cassazione ha accolto il ricorso del Comune. I giudici hanno stabilito che, poiché il regolamento del nuovo canone era stato annullato dal TAR, si applicava ancora la vecchia imposta (ICP) in regime di ultrattività. Di conseguenza, il Comune poteva legittimamente sommare la vecchia imposta al canone di locazione degli spazi pubblici, senza dover rispettare il limite del 25% previsto solo per il nuovo canone. La causa è stata rinviata per un nuovo giudizio.
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Canone installazione mezzi pubblicitari: stop ai rincari abusivi
L'Ente Comunale ha negato il rimborso delle somme versate in eccedenza da una Società Contribuente per il Canone installazione mezzi pubblicitari. La Società Contribuente sosteneva che le tariffe applicate superassero il limite di maggiorazione del 25% rispetto alla precedente imposta sulla pubblicità. I giudici di merito hanno accolto la richiesta della società, dichiarando illegittimo il silenzio-rifiuto del Comune. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente Comunale. Il primo motivo è stato respinto poiché la decisione d'appello era sufficientemente motivata. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile per difetto di autosufficienza, non avendo il Comune allegato le delibere tariffarie. La Corte ha comunque chiarito che il Canone installazione mezzi pubblicitari non può superare il limite del 25% rispetto alla vecchia imposta, confermando la vittoria della Società Contribuente.
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Canone installazione mezzi pubblicitari: stop ai rimborsi
L'Ente Comunale ha impugnato il diniego di rimborso richiesto da una Società Pubblicitaria per le somme versate in eccedenza a titolo di Canone installazione mezzi pubblicitari (CIMP) tra il 2002 e il 2015. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ente Comunale, stabilendo che il passaggio dalla vecchia imposta sulla pubblicità (ICP) al nuovo Canone installazione mezzi pubblicitari richiede obbligatoriamente l'adozione di un apposito regolamento comunale. In mancanza di questo atto normativo, non basta la semplice approvazione del Piano Generale degli Impianti (che è solo un atto amministrativo generale) per far scattare la nuova disciplina. Di conseguenza, resta applicabile la vecchia imposta, che si cumula legittimamente con il canone di occupazione del suolo pubblico senza subire il limite di aumento del venticinque per cento previsto per il nuovo canone.
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