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Canone Depurazione Non Dovuto

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Canone depurazione non dovuto: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10632/2024, ha affrontato il caso del canone depurazione non dovuto. Alcuni utenti avevano citato in giudizio il gestore idrico per ottenere il rimborso delle quote versate per un servizio di depurazione mai erogato. Dopo la vittoria degli utenti nei primi due gradi di giudizio, il gestore ha rinunciato al ricorso in Cassazione. La Corte ha comunque esaminato un ricorso incidentale, rigettandolo e confermando principi consolidati: la quota per la depurazione è un corrispettivo per un servizio e, se questo manca, il pagamento è indebito e va restituito. La richiesta di rimborso si prescrive in dieci anni.
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Canone depurazione non dovuto: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui una società di gestione idrica ha rinunciato al proprio ricorso, consolidando il principio secondo cui il canone depurazione non dovuto deve essere rimborsato agli utenti se il servizio di depurazione delle acque non è effettivamente fornito. La vicenda, originata dalla richiesta di rimborso di due utenti, si è conclusa con la dichiarazione di estinzione del giudizio e la condanna della società al pagamento delle spese legali, a seguito del suo allineamento a recenti e conformi pronunce della stessa Corte.
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Canone depurazione non dovuto: onere della prova
Una società di gestione idrica è stata condannata a rimborsare agli utenti il canone di depurazione non dovuto a causa di un servizio inefficiente. La società ha impugnato la decisione sostenendo che gli utenti non avessero provato i pagamenti e che la responsabilità fosse di altri enti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che spetta alla società convenuta provare i fatti che potrebbero ridurre il rimborso dovuto, confermando così il diritto degli utenti alla restituzione.
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