Un uomo, arrestato per la vendita di 15 kg di marijuana, si è difeso sostenendo che si trattasse di un commercio legale di cannabis light. La Corte di Cassazione ha respinto la sua tesi, confermando la misura cautelare in carcere. Secondo i giudici, diversi elementi indicavano un'attività illecita: il prezzo di vendita (1.300 €/kg), troppo alto per un prodotto legale, le conversazioni che facevano riferimento a una nota piazza di spaccio e l'assenza di qualsiasi documento di vendita. La sentenza stabilisce che la difesa basata sul presunto spaccio di cannabis light non è credibile quando gli indizi concreti puntano a un vero e proprio traffico di droga.
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